VENEZIA — Regolarizzare le lobby per poter evitare nuove cricche: è questo l’obiettivo che si pone il Pd veneto, che proporrà una legge regionale per regolamentare quello che ora è giudicato «un cono d’ombra». A firmare il progetto di legge* il consigliere regionale Franco Bonfante, appoggiato dai colleghi Laura Puppato, Lucio Tiozzo, Bruno Pigozzo e Roberto Fasoli. Il Pd vuole istituire un sistema di controllo delle attività di relazione istituzionale da parte delle lobby che si rivolgono alle istituzioni per portare avanti interessi (leciti). Nel caso passasse, sarebbe il primo caso in Italia in cui Consiglio, Giunta e dirigenti regionali dovrebbero rendere conto della loro attività con questi soggetti, limitando, secondo Bonfante, i canali privilegiati di cui godono i gruppi più forti e portando alla luce del sole i rapporti esistenti. L’idea (ma il Pd è pronto a discuterne) è quella di creare una sorta di registro delle attività di relazione.
«Registri — ha spiegato Bonfante — a cui è tenuto a iscriversi chiunque entri in relazione occasionalmente (sono escluse le parti sociali e le associazioni di categoria, ndr) con le figure istituzionali o con gli eletti per fare attività di lobbying. Nei registri dovranno essere annotati gli estremi di chi svolge, e per conto di chi, l’attività di relazione e le finalità che si vogliono perseguire». Tra le norme previste anche una relazione entro il 30 giugno di ogni anno degli iscritti. In caso di attività non trasparenti, la sanzione sarebbe la cancellazione dal registro e quindi, teoricamente, lo stop delle relazioni. «Una battaglia di trasparenza, e non di legalità — ha precisato Bonfante — dal momento che eventuali casi di corruzione non sarebbero facili da individuare e che fatta la legge è facile trovare l’inganno». Un discorso, quest’ultimo, molto caro al presidente Luca Zaia, che già in campagna elettorale aveva speso parole per ridurre il potere delle lobby nostrane e di alcune sacche di potere che si erano create negli ultimi anni. Proprio al presidente si appella il Pd, che è disposto a modificare in parte la bozza pur di porre dei confini ben delimitati nelle attività che si svolgono all’interno dei luoghi istituzionali: Bonfante ci aveva provato anche con la giunta Galan, ma aveva trovato la ferrea opposizione dell’ex capogruppo Pdl, Remo Sernagiotto. Ora, con i rapporti tra i partiti di maggioranza profondamente cambiati, ritenta.
* Nota: in realtà il Consigliere PD Bonfante non ha ancora presentato il pdl, il cui testo probabilmente riprenderà quello presentato nella passata legislatura regionale, e di cui abbiamo parlato qui: http://lobbyingitalia.com/index.asp?IdCt=10&IdNw=252