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Cossiga e il lobbying: "Siamo un paese ipocrita e moralista"

Tratto dal libro "Fotti il potere", Aliberti Editore, 2010


Cossiga e il lobbying: "Siamo un paese ipocrita e moralista"
16/06/2010 -

A proposito di lobbying, a sconcertare Francesco Cossiga, però, è il giudizio morale che di certi fatti viene dato in Italia.

<< Da noi >> dice, << il rapporto tra politica e affari è considerato scandaloso in sé. Naturalmente esiste, ma i politici se ne vergognano e lo nascondono. Siamo un Paese ipocrita che, spinto da logiche pseudo morali, rifiuta di ammettere pubblicamente che tra la politica e il denaro c'é un legame evidente e indissolubile >>.

Una possibile spiegazione attiene all'influenza della morale cattolica sulle coscienze italiane.
Ricorda infatti il Presidente che nella protestante America, << dove uno come Obama per essere eletto alla Casa Bianca ha dovuto spendere quasi 700 milioni di dollari >>, tutto è diverso: << Negli Stati Uniti i grandi personaggi della politica finiscono spesso nelle grandi banche e nei consigli di amministrazione delle grandi industrie private. E lo stesso accade in Svizzera, in Germania, nel Regno Unito...>>


La domanda allora è: perché i grandi gruppi finanziari e industriali dell'Occidente finiscono spesso per avvalersi dei servigi di leader politici a fine carriera ?

Risposta facile: << Perché i leader politici a fine carriera hanno rapporti personali già rodati con chi li ha sostituiti e con i colleghi stranieri d'un tempo. In sostanza, i politici vengono arruolati per fare LOBBYING >>.

Un fenomeno di massa: è stato calcolato che dal 1998 al 2005 gli ex parlamentari e alti funzionari del governo americano che si sono riciclati come lobbisti siano stati 2200. Un'attività, quella lobbistica, che esiste ovunque, ma che da noi viene svolta nell'ombra. Secondo tradizione, si fa ma non si dice. Mentre nei Paesi che nel denaro non vedono << lo sterco del demonio >>, ma la misura della grazia divina, è tutto alla luce del sole.

<< Negli Stati Uniti >> sorride il Presidente, << non puoi fare LOBBYING se non sei iscritto a un apposito albo, che oggi conta circa 30 mila aderenti, e ogni attività lobbistica è pertanto PUBBLICA e TRASPARENTE >>.
Anche perché chi sbaglia, cioè chi fa affari fuori dalle regole e dalla legge, quando viene scoperto paga caro.

<< Chi in America viene sorpreso a fare il lobbista senza averne diritto, finisce dritto in galera. La differenza, dunque, non è tra fare o non fare, ma tra dire o non dire. Per esempio: ricordo che durante un viaggio a Washington fui ospite di un influente senatore il quale mi raccontò senza alcuna vergogna che essendo lui sostenitore di un certo progetto per lanciare le ferrovie federali, le ferrovie federali lo pagavano profumatamente tutti i mesi. E naturalmente lo facevano con relativa fattura! >>.


Francesco Cossiga e Franco Cangini