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Ufficializzate tre nuove nomine ai vertici di British American Tobacco Italia. Alessandro Bertolini, gia' General Counsel, diventa Vice Presidente esecutivo e Direttore degli Affari Legali e delle Relazioni Esterne di BAT Italia. Si occupera' della gestione e del coordinamento delle materie legali e delle relazioni esterne. Giovanni Carucci, gia' Direttore delle Relazioni Istituzionali della filiale italiana della multinazionale britannica del tabacco, assume per il Gruppo BAT il ruolo di Direttore degli Affari Europei, con sede a Bruxelles, conservando il ruolo di Vice Presidente di BAT Italia. Infine fa il suo ingresso in azienda, in veste di Direttore degli Affari Istituzionali, Gianluca Ansalone. lessandro Bertolini entra in BAT Italia nel 2011 come Direttore degli Affari Legali, dopo aver maturato 20 anni di esperienze di alto livello come General Counsel per diverse multinazionali italiane quali Fata Group, Piaggio e Tecnimont. Sotto la sua guida, il Dipartimento Affari Legali ha assunto un ruolo centrale nella definizione e implementazione delle strategie di business di BAT Italia, contribuendo ad accrescerne i risultati operativi e la capacita' competitiva. Giovanni Carucci entra in British American Tobacco Italia come Direttore Finanziario all'inizio del 2004 dopo l'acquisizione, da parte di BAT Italia, di ETI (Ente Tabacchi Italiani), dove ricopriva la stessa funzione. Il 1° gennaio 2009 e' nominato Vice Presidente e Direttore delle Relazioni Istituzionali, contribuendo al consolidamento dell'immagine e della reputazione di BAT Italia. Gianluca Ansalone, ex Managing Director di Method Investments & Advisory Ltd per l'Italia, in precedenza ha svolto numerosi incarichi presso la Presidenza della Repubblica, il CoPaSiR e il Governo Italiano

Lobby & Poltrone

E' online il nuovo sito di Running, all'indirizzo http://www.runningonline.org. In evidenza, l'ultimo progetto dell'agenzia di comunicazione, formazione e consulenza per la new politics, 'La nuova lobbying in 12 libri'. Un racconto degli scenari inediti e stimolanti che si aprono per i professionisti della comunicazione strategica e della lobbying attraverso 12 volumi, recensiti agilmente dai consulenti di Reti e Running. “Ci sarà una ragione se da anni manager e funzionari della PA, politici e giornalisti, consulenti, studiosi e studenti incrociano Running e i suoi progetti. Siamo e restiamo leader riconosciuti, e continuiamo ad essere curiosi, creativi e appassionati. Nel nostro piccolo, ci piace dare una mano a costruire l’Italia di domani”, dichiara Claudio Velardi, Amministratore della società. Il nuovo sito, messo a punto da Dotmedia con un’interfaccia semplice e accattivante, è un hub che mette in contatto studenti, curiosi, stakeholder, professionisti del lobbying e della formazione, a caccia di best practices ed esperienze di crescita professionale. In particolare, i corsi di Government & Media Skills, tra i quali spicca “Comunicazione, lobby e politica”, giunto alla XXVII edizione, offrono agli allievi anche la chance di costruire network relazionali sempre più ricchi, di imparare l’arte della condivisione e del dialogo con i decisori pubblici e non solo.

Libri

Abbandonare il contante ed entrare nell’era del pagamento elettronico: è questa la sfida di “Bye bye cash”, la nuova campagna video di Moneynet, Centro Servizi Interbancario per la Monetica e Istituto di Pagamento Ibrido. Un salto nel futuro per le piccole e medie imprese che possono finalmente rivoluzionare i loro sistemi di pagamento elettronici utilizzando i servizi offerti da Moneynet, società del Gruppo Bassilichi riconosciuta dal 2012 come Istituto di Pagamento Ibrido dalla Banca d’Italia. Moneynet offre una gamma completa di servizi per i pagamenti elettronici, con soluzioni e assistenza dedicata per liberi professionisti, mercato retail e GDO. Tra i servizi già disponibili per gli esercenti sulla rete POS presente in tutta Italia ci sono Money Transfer, Gift Card, Loyalty, Borsellino Elettronico, Gestione Contabile Incasso Buoni Pasto, Ricariche telefoniche, ricariche tecnologiche (per esempio Sky). “Moneynet è al fianco degli esercenti”, spiega Marco Di Cosimo, Amministratore Delegato di Moneynet, “con l’obiettivo di aiutarli ad aumentare il loro giro d’affari grazie ai servizi evoluti nel mondo dei pagamenti elettronici, rendendoli sempre più in grado di soddisfare le esigenze dei Clienti anche attraverso una conoscenza approfondita delle loro abitudini d’acquisto e delle loro preferenze”. Per far conoscere la propria offerta, la società ha lanciato la campagna pubblicitaria “Bye Bye Cash. Small companies, big business” che, da un lato, sensibilizza gli utenti sull’importanza dei pagamenti elettronici e, dall’altro, illustra i benefici dei propri servizi per i liberi professionisti e i piccoli imprenditori. Nell’ultimo video pubblicato online, “un gelataio racconta la sua storia, come è cambiato il suo lavoro e come è migliorata la sua attività grazie all’uso della moneta elettronica”, spiega la società. “Con il passare degli anni tutto è diverso, tranne il gusto e la bontà dei suoi gelati!” Moneynet, società del gruppo Bassilichi, è un Centro Servizi Interbancario per la Monetica e dal 2013 è Istituto di Pagamento Ibrido. Fondata a Palermo nel 1992, è in grado di controllare e gestire a 360° tutti gli aspetti relativi al trattamento dei pagamenti elettronici effettuati sia su EFT/POS sia su sistemi POS VIRTUALI per l’e-Commerce attraverso i principali circuiti nazionali e internazionali delle carte di credito e debito. La società si differenzia per i Servizi a Valore Aggiunto (VAS) sempre più innovativi e all’avanguardia, erogati in esclusiva per tutto il mercato italiano con il supporto di centri SAT dislocati in ogni regione per raggiungere il cliente finale in breve tempo. Per ulteriori informazioni visita il sito dedicato. Sponsored by Moneynet

Lobby & Poltrone

Nicolò Scarano intervista Massimo Micucci, senior consultant di Quick Top, un marchio Reti. Lo scenario di delusione e di incertezza che ha accompagnato il nuovo accordo di due settimane fa tra Grecia ed Europa ha aperto, tra gli “addetti ai lavori”, un ragionamento più ampio sul potere e le sue dinamiche. Come pensa questo si andrà a riflettere nel rapporto tra lobbisti e policy-makers? I lobbisti e tutti coloro che portano degli interessi sono sempre più dei policy-makers. Nel caso greco questo è stato ancora più evidente. Non solo economisti, politici, tecnici, ma anche il più grande speculatore sui cambi, il miliardario Soros, è stato molto attivo. Molti premi Nobel hanno appoggiato l’OXI, dimostrando assieme di voler contrastare le politiche di austerità e quindi affermare le loro teorie, al tempo stesso mantenendo viva l’ipotesi di uscita dall’euro. Ma cosa ne viene ai professori? Ai professori la conferma delle proprie tesi, semplicemente. Ma chi conosce la situazione sa che ci sono una serie di interessi che gravitano attorno a questi grandi fenomeni economici studiati dagli analisti. Chi fa speculazioni legittime sui cambi, lavorando su grandi transizioni finanziarie, non si vergogna, giustamente - ci tiene a specificare - di essere anche un grosso influencer politico. Soros ha influenzato l’uscita dallo SME della lira e della sterlina, e oggi rifà capolino per la crisi greca. Chi fa lobbying deve tenere conto di questo sfondo internazionale: gli interessi globali sono strettamente legati a quelli locali. E la politica, in tutto questo? Secondo me c’è un ritorno di grandi visioni politiche in questi anni, ma la politica appunto, in un mondo globale, deve saper tener conto dei grandi interessi privati. Un governo decisionista come quello di Renzi, ad esempio, è molto interessato - e capace - ad attrarre interessi privati, mentre le ipotesi identitarie - come il M5S, o Podemos in Spagna - sono più concentrate ai piccoli interessi, ai centri produttivi che non raggiungono economie di scala. Non si può non tener conto di queste dinamiche: per questo un lobbista è oggi è anche un comunicatore, ma soprattutto un ottimo conoscitore del funzionamento del potere. Cosa intende per funzionamento del potere? E perché più oggi che prima? Beh, c’è stato un cambiamento evidente nel modo in cui funziona il potere. Che ora si basa su reti di responsabilità complesse, relazioni, interdipendenze orizzontali. Mentre prima era più verticale e nazionale. Ovviamente ci sono delle gerarchie, ma la decisione, e il modo di prenderle, è più complessa. Qui entra in gioco l’importanza della comunicazione: nella decisione dell’agenda pubblica, che non avviene più nei Parlamenti ma nella sfera pubblica. E cosa può fare il lobbista in questo campo? Il lobbista, per incidere sulle decisioni al giorno d’oggi, dev’essere in grado di imporre un tema all’ordine del giorno dell’agenda pubblica. Mettere in correlazione casi e bisogni concreti con lo scenario politico, e produrre contenuti che servano allo scopo. Anche i luoghi dell’attività di lobbying, debbono diventare sempre più pubblici. Immagino un’interazione collaborativa fra interessi e decisori su questi contenuti, progressivamente più trasparente. Insomma, andiamo dai caminetti fumosi a una specie di streaming della combinazione di interessi privati e politici? Sì, esatto, da un “accesso grigio” alle Istituzioni a una maggiore importanza della sfera pubblica. Dove gli interessi e i conflitti tra gli interessi sono più trasparenti: questo mette in condizione il decisore politico di scegliere anche di fronte ai cittadini. ..anche secondo un calcolo politico? Sì, il politico decide quelli che ritiene siano gli interessi generali da difendere o da portare avanti, e questi necessariamente ne andranno a ledere almeno in parte altri. Il problema qual è? Che oggi i cittadini spesso non sono consapevoli di quali sono gli interessi in gioco. Invece esistono tanti interessi particolari, ognuno in contrasto con un altro. Vogliamo sfatare il mito dell’interesse comune? L’interesse comune è una scelta, è il risultato di una scelta. Ma no, non fa bene tutti. E’ quello che la politica crede sia l’interesse nazionale, generale. A volte si decide in una direzione, a volte in un’altra. Per tornare alle capacità del lobbista di oggi, questo deve quindi necessariamente godere di una capacità di analisi su diversi piani decisionali contemporanei, sempre più complessi ma con esigenze crescenti di semplificazione e rapidità. Ma anche di analisi politico-strategica, che non si limiti a quella delle procedure delle Istituzioni, e poi una capacità di comunicazione e agenda-setting. Era più semplice, prima, fare il lobbista? Prima era probabilmente più lineare: significava saper influenzare le persone giuste. Il potere veniva dall’alto verso il basso, a cercare gli interessi da sostenere.  Un lobbismo diverso e una politica diversa, oggi, dunque rispondono alla complessità. Quindi cosa suggerisce, infine, per la formazione del lobbista contemporaneo? Dev’essere molto solido lo studio sui processi decisionali, in continua trasformazione ed evoluzione. Secondo, una capacità d’intelligenza e scelta politica, anche sul piano tecnico del policy-making. Terzo, una capacità di scendere nella sfera pubblica, comunicando a target non necessariamente ristretti ma selezionati, grazie ad un uso molto attento, ad esempio, dei social media. E’ quello che io definisco lobbying diffuso. E cosa ne è del grassroots lobbying invece? Il grassroots lobbying comprendeva in sé una concezione verticale: erano i leader che andavano a “pescare” queste radici da cui prendere consenso. Ora abbiamo una serie di reti che si intrecciano, collaborano, confliggono: è molto vicina al movimento dei makers, solo che al posto di oggetti con le stampanti 3D si producono decisioni, senza nascondersi. E’ a quest’ultima innovativa capacità che guardiamo con i corsi Running. Esatto, in questi anni con la sua società, Running, ha formato molti giovani lobbisti. Quest’anno avete deciso di rilanciare l'offerta e dar vita alla Running Academy: perché? In 13 anni di attività abbiamo formato più di mille persone, ragazzi desiderosi di diventare in primis lobbisti, ma anche manager. È per questo che nel 2015 abbiamo deciso di dar vita alla Running Academy, una scuola di alta formazione che progetta percorsi formativi dinamici e dallo stampo molto pratico. Comunicazione, lobby, politica, monitoraggio parlamentare e drafting legislativo sono da sempre oggetto dei nostri corsi: il nostro programma base è giunto quest'anno alla 27esima edizione. Ora siamo aggiornati con le trasformazioni che hanno caratterizzato il rapporto tra pubblico e privato e la necessità di organizzare corsi sul fundraising politico, sulla legge di bilancio e su come cambierà l’attività di lobbying con l’Italicum. Un altro punto di forza della Academy è il Comitato scientifico che supporta le nostre attività formative. Qualche nome? Giorgia Abeltino di Google, Alessandro Beulcke, Presidente Nimby Forum, Vittorio Cino di Coca-Cola Italia, Francesco Clementi, Tommaso Labate, Giuseppe Meduri di Enel, Gianbattista Vittorioso di Finmeccanica, Paolo Messa, Iolanda Romano, Gianluca Semprini, Chicco Testa... I prossimi corsi in calendario? A settembre il corso “La legge di bilancio” e a ottobre il corso “Lobby e italicum”. Ma tornando alla formazione dei più giovani, quali le qualità di un ragazzo che vuole fare attività di lobbying? Secondo me deve avere: passione e rispetto per la politica, una formazione solida in campo giuridico ed economico, e una forte propensione alle reti di informazione e comunicazione. Il paradosso è che spesso siano i comunicatori a voler fare lobbying, ma il know-how fondamentale sta nel saper entrare nel merito dei processi decisionali. Ma su come funzionano le consuetudini delle Amministrazioni, del Parlamento, ho un’opinione: molto s’impara con l’esperienza, dedizione, e pura e semplice passione. Per ulteriori informazioni, contattare Stefano Ragugini, responsabile della formazione di Running, all'indirizzo s.ragugini@retionline.it. Lo trovate anche su Twitter: @sragugini

Interviste

Eric Gerritsen lascerà Sky Italia entro l'estate. L'executive vice president communication & public affairs, che lavorava nel gruppo televisivo dal settembre 2012, ritiene infatti concluso il suo mandato, soprattutto dopo l'integrazione di Sky in BskyB e, come risulta a ItaliaOggi, per motivi personali avrebbe anche voglia di abbandonare la Penisola per trasferirsi a Londra. Gerritsen, nel suo incarico, assommava varie deleghe: comunicazione corporate, publicity e magazine, comunicazione interna, Csr, affari regolamentari, affari europei. Da capire se il suo successore le ricoprirà tutte, o se, in parte, verranno redistribuite tra gli altri manager della comunicazione Sky. In pole position per rientrare nel gruppo, comunque, c'è Riccardo Pugnalin, attuale direttore delle relazioni esterne e istituzionali del gruppo di costruzioni Parsitalia (famiglia Parnasi). Si tratterebbe di un ritorno poiché Pugnalin ha già lavorato in Sky per molti anni, anche come direttore comunicazione e public affairs. Nel 2012 guidava proprio i public affairs, ma, con l'arrivo di Gerritsen, aveva chiuso il rapporto da lavoratore dipendente di Sky, rimanendo, tuttavia, per qualche tempo come consulente, e riportando direttamente all'amministratore delegato Andrea Zappia. Gerritsen, prima di Sky, era stato in Burson Marsteller dal 1995 al 2012, guidando le operazioni in Italia e la divisione corporate & crisis per l'area Emea, e, in precedenza, aveva lavorato in Armando Testa (come account director tra il 1990 e il 1995) e in Procter & Gamble tra il 1983 e il 1990. Pugnalin, invece, ha un know how più specifi co nelle attività di lobby e public affairs: molto attivo in politica, all'inizio con Bettino Craxi, poi con Marcello Dell'Utri, è tra i fondatori di Forza Italia. Successivamente ha curato gli interessi di Bat (British american tobacco) Italia, prima delle sue esperienze in Sky e col gruppo Parnasi. Fonte: Italia Oggi

Lobby & Poltrone

Con il patrocinio del Comune e la collaborazione della Libreria dei Sette – Mondadori, il Centro studi città di Orvieto propone per sabato 21 marzo alle 11 presso l’atrio del palazzo dei Sette l’incontro Lobbying  &  Advocacy con Fabio Bistoncini che presenta il volume Vent’anni da ‘sporco’ lobbista (Ed. Guerini & Ass.) Si tratta del primo incontro del “Cenacolo” attraverso il quale il CSCO presenta le professioni del futuro. Questo spazio di riflessione e approfondimento che fa parte della missione e dei valori del Centro studi città di Orvieto, comprende infatti attività culturali collaterali e di confronto con esperti sui grandi temi e completa l’azione del centro volta a contribuire fattivamente alla crescita delle competenze di chi vive sul territorio orvietano per innescare processi virtuosi di crescita e sviluppo basati sulla cultura. Il Cenacolo è dunque pensato come momento di ispirazione per nuovi progetti del CSCO nei campi dell’economia, lavoro, benessere, mestieri, competenze, spettacolo ed altro. Fabio Bistoncini è fondatore e partner di FB e Associati, società fondata nel 1996 che si occupa di advocacy e lobbying. Laureato in Giurisprudenza alla LUISS di Roma, dopo la laurea ha iniziato a lavorare nel settore del Public Affairs e Lobbying in SCR Associati, società leader in Italia nel settore delle Relazioni Pubbliche. In seguito è diventato responsabile delle Relazioni Istituzionali per tutti i clienti delle agenzie del gruppo Shandwick in Italia. Docente in master e corsi di formazione, docente a contratto di Teorie e Tecniche delle Relazioni Pubbliche delle Organizzazioni Internazionali presso l’Università di Gorizia, autore di numerosi articoli, ha collaborato con il Dipartimento di Economia aziendale dell’Università degli Studi di Pisa. Dal 2003 al 2007 è stato Vicepresidente della FERPI (Federazione delle Relazioni Pubbliche Italiana). Dal Giugno 2007 ha la delega alle relazioni istituzionali e ai rapporti con le altre associazioni del settore della comunicazione. Vent’anni da ‘sporco’ lobbista. Nata negli USA, in Italia è una professione non ancora regolata da norme di riferimento ed il termine lobby viene prevalentemente associato ad azioni di corruttela da parte di gruppi di interessi che si muovono nell’ombra. La lobbying è invece un’attività connaturata a tutti i regimi democratici e consiste nel costante dialogo tra chi detiene il potere decisionale e parti della società che chiedono riconoscimento e tutela di propri interessi. Nel volume, l’autore traccia un vero e proprio identikit del lobbista, attraverso l’analisi di avvenimenti storici e politici e il racconto della sua esperienza professionale.

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"Sono stato studente in LUISS quasi vent'anni fa: frequentavo Giurisprudenza a via Parenzo. Tornarci da docente è stata ed è una grande emozione e un onore". Pier Luigi Petrillo oggi è Professore Associato di Diritto comparato e Consigliere giuridico per il Semestre Europeo, l'Expo e l'UNESCO nel Ministero dell'Ambiente, ma non dimentica la sua esperienza alla LUISS, dove ha iniziato come studente e dove poi è diventato docente di Teorie e Tecniche del Lobbying presso il Dipartimento di Scienze Politiche. In quanto esperto del rapporto tra pubblica amministrazione e gruppi di pressione, Petrillo sostiene che "in tutte le democrazie l'attività di lobbying è considerata un elemento essenziale del processo decisionale. La presenza di cittadini, associazioni, società che si organizzano per cercare di influenzare il decisore pubblico al fine di ottenere un vantaggio, è ciò che dimostra la vitalità della democrazia, la sua essenza pluralista". In Italia, tuttavia, c'è ancora un forte pregiudizio riguardo questo ruolo, in ampia parte dovuto all'assenza di regole che impongono una reale trasparenza sui processi di lobbying. "O meglio - come spiega il docente - le regole ci sono, ma il Legislatore fa di tutto per non rispettarle". La situazione è simile a quella di un paziente che "dichiara di voler fare una cosa e poi fa l'opposto" e che per questo ha bisogno di una cura. "Quando analizzo la regolamentazione italiana del fenomeno lobbistico, parlo di regolamentazione strisciante ad andamento schizofrenico. Significa che ci sono già molte norme in materia di trasparenza del processo decisionale, ma queste norme vengono disapplicate dagli stessi soggetti che le hanno approvate (Governo, Parlamento, regioni ecc.)". A proposito del suo percorso professionale di supporto alle istituzioni pubbliche, Petrillo ricorda con particolare affetto la Professoressa Carmela Decaro, docente LUISS di Diritto Pubblico Comparato. "La conobbi quando ricopriva l'incarico di vice segretario generale della Presidenza della Repubblica. Mi chiese di collaborare con lei al Quirinale. E in quel periodo ho imparato un metodo di lavoro che è risultato fondamentale per tutti gli incarichi successivi. Senza dubbio devo tutto a lei". Un metodo che gli è servito anche per "leggere" i suoi altri due grandi interessi, la cultura e l'ambiente, e per apprendere come seguire percorsi lunghi e complessi come le task force per l'UNESCO, che ha guidato prima al Ministero dell'Agricoltura, poi al Ministero della Cultura e ora al Ministero dell'Ambiente. "L'UNESCO è regolata da convenzioni, protocolli e programmi internazionali. Quando un paese vuole candidare un sito o un patrimonio immateriale nelle prestigiose Liste del Patrimonio culturale materiale e immateriale dell'UNESCO deve attenersi scrupolosamente a quelle regole e avviare un processo di riflessione, di studio, di ricerca e, ovviamente, di mediazione che dura, mediamente, 6-7 anni per ciascuna candidatura". E ora che il suo compito è divulgare tutto quello che ha imparato, ogni volta che torna alla LUISS per stare dall'altra parte delle aule, Petrillo si paragona ai suoi vecchi docenti. "Al primo giorno di lezione, mi chiedo come saranno gli studenti, come reagiranno alle mie suggestioni, se saprò coinvolgerli e trasmettergli informazioni che non avevano, utili per la loro professione futura. Da studente apprezzavo questo genere di professori e non dimenticherò mai le lezioni di Diritto costituzionale del Professor Panunzio o di Dottrina dello Stato dei Professori Galizia e Frosini o di Diritto commerciale del Professor Mosco: docenti che hanno saputo trasmettermi molto e che cerco di imitare". Fonte: LUISS.it

Italia

(Stefano Sansonetti) Hanno importanti amicizie bipartisan e si muovono tra società pubbliche e private in un groviglio di incarichi che va dai trasporti all'energia fino all'informazione Scarica l'articolo in pdf Non c'è niente da fare, sembra proprio una moda destinata a non tramontare mai. Il collezionismo di poltrone pubbliche e private, nonostante i richiami e le polemiche di un passato sin troppo recente, continua a prosperare indisturbato. Ecco allora spuntare fuori una pattuglia di lobbisti che si sta muovendo con grande dimestichezza tra incarichi di ogni tipo. Il tutto con qualche dinamismo di troppo, a quanto pare, visto il consistente cumulo di strapuntini che pone alcuni di loro al centro di un autentico groviglio a rischio di conflitto d'interessi. A sorprendere, tra l'altro, è il fatto che incroci e sovrapposizioni finiscano quasi sempre per investire le stesse società pubbliche. Tra i casi più in vista c'è quello di Giuliano Frosini , ex capo della segreteria particolare dell'allora ministro del lavoro, Antonio Bassolino, e già collaboratore di un altro ex ministro del lavoro come Cesare Salvi. Frosini, che come si vede vanta una certa affinità con ambienti di sinistra, da qualche mese è entrato nel consiglio di amministrazione delle Ferrovie dello Stato, controllate al 100% dal Tesoro. Peccato, però, che nel frattempo si sia ben guardato dal lasciare un'altra poltrona pesante, quella di responsabile affari istituzionali di Terna, la società di gestione della rete di trasmissione elettrica che rientra nella sfera di controllo della Cassa depositi e prestiti. Ora, è appena il caso di far notare quali e quanti «argomenti» di interesse comune coinvolgano Ferrovie e Terna, a cominciare dalle reti ad alta tensione. Per non parlare di come il tema sia diventato ancor più sensibile dopo che il governo ha deciso di aumentare le tariffe elettriche per la trazione ferroviaria. Nel consiglio di amministrazione di Terna, proprio dopo l'ultima tornata di nomine, ha fatto il suo ingresso Fabio Corsico , il quale è allo stesso tempo capo delle relazioni istituzionali del gruppo Caltagirone. Già, proprio la galassia che fa capo all'immobiliarista Francesco Gaetano Caltagirone e ha forti interessi nel mondo dell'energia (anche elettrica) visto che detiene il 16,3% in Acea, la multiutility controllata dal comune di Roma. All'interno del gruppo del costruttore, Corsico occupa un posto anche nei cda di Cementir, Energia e Il Gazzettino . In più, sempre in rappresentanza di Caltagirone, siede nel consiglio di Grandi Stazioni, società il cui pacchetto di maggioranza (in attesa di ulteriori cessioni) è in mano alle Ferrovie dello Stato. Senza contare il fatto che Corsico è senior advisor per l'Italia di Credit Suisse, la banca che da sempre assiste Terna su tutti i principali dossier. Insomma, una fila indiana di incarichi all'interno dei quali trova spazio pure uno scranno nel consiglio della Fondazione Crt, azionista forte di Unicredit (2,5%). Ma tra le partecipazioni pesanti della fondazione torinese c'è pure un 5,06% in Atlantia, la holding della famiglia Benetton che controlla Autostrade per l'Italia. Ebbene, a capo delle relazioni istituzionali di Atlantia troviamo Francesco Delzio . Nel suo carnet di incarichi c'è la presidenza di Ad Moving (concessionaria di pubblicità del settore autostradale), un posto nel comitato scientifico di Inpiù (pubblicazione on line che fa capo al presidente della Bnl, Luigi Abete) e una poltrona nel comitato scientifico di Symbola, la fondazione presieduta da Ermete Realacci (Pd) che tanto si è attivata per favorire l'ascesa di Catia Bastioli alla presidenza di Terna. Nel comitato scientifico di Inpiù spicca un altro profilo che del cumulo di scranni ha fatto il suo habitat naturale. Parliamo di Paolo Messa , nato con Marco Follini (ex Udc ed ex Pd), di cui è stato portavoce. Oggi Messa è consulente di Invimit, la società del Tesoro che dovrebbe valorizzare il patrimonio pubblico italiano. L'amministratore delegato di Invimit, curiosamente, è Elisabetta Spitz , ex moglie di Follini. Il lobbista tuttofare, però, spunta fuori anche tra i soci ordinari di Italiadecide, il pensatoio presieduto da Luciano Violante (Pd) e sostenuto, tra gli altri, da Autostrade e Terna. Per non considerare che Messa vanta pure un posto nel cda del Conai (Consorzio nazionale imballaggi) ed è amministratore della società editrice Lola Media Group. E non si può dimenticare come Messa sia il factotum di Formiche , la rivista di estrazione folliniana edita da una società che si chiama Base per Altezza . Nel cui cda, fino a qualche tempo fa, trovava spazio il quasi onnipresente Corsico. Come si vede un intreccio incredibile, un groviglio in cui i soliti noti si spartiscono decine di poltrone in posizioni non proprio da manuale.

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