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Traffico illecito di influenze, Guzzetta: il legislatore giacobino fa l’antidoping, ma non disciplina le competizioni
Scritto il 2018-11-30 da Redazione su Interviste

Nel corso del convegno di oggi, il presidente di Open Gate Italia e docente all'università di Tor Vergata invita il Ministro della Giustizia di ascoltare le istanze dei lobbisti e dei giuristi

Considerazioni molto critiche nei confronti della disciplina del reato di “traffico di influenze illecite” sono state espresse durante il convegno dal titolo "Il confine tra lecito e illecito nella rappresentanza di interessi. Il problematico inquadramento del reato di traffico di influenze", organizzato oggi 30 novembre in collaborazione tra Open Gate Italia, l’Accademia degli Studi Legali e il Master Processi decisionali e Lobbying e disciplina anticorruzione in Italia e in Europa dell’Università di Tor Vergata.

L’incontro, cui hanno partecipato studiosi, avvocati, magistrati e lobbisti, ha, tra l’altro, esaminato il progetto di riforma dell’Art. 346-bis del codice penale, contenuto nel ddl così detto “spazzacorrotti” proposto dal ministro Bonafede.

In particolare, in apertura dei lavori, Giovanni Guzzetta,  professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Tor Vergata, Presidente di Open Gate Italia e Presidente dell’Accademia di studi legali, ha contestato il vizio del legislatore italiano di intervenire sulla materia della rappresentanza di interessi, che in tutte le democrazie più avanzate costituisce un’attività riconosciuta e lecita, senza una disciplina generale, ma attraverso norme punitive per le ipotesi di abuso da parte degli operatori.

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In particolare il prof. Guzzetta ha dichiarato: “Con il solito provincialismo italiano, il legislatore anziché affrontare sistematicamente la disciplina di un’attività, ormai riconosciuta universalmente come una delle forme in cui operano le democrazie contemporanee, ha deciso di prenderla in considerazione solo sotto il profilo delle eventuali patologie. E’ come se anziché disciplinare le attività sportive, si dettasse solo la normativa antidoping. Per giunta - continua il prof. Guzzetta – il legislatore scrive le norme in modo tale che nessuno riesca a capire quali siano le attività dopanti e quali no. Ci si augurava che con il ddl anticorruzione, il Ministro Bonafede avrebbe ascoltato le critiche che sono piovute praticamente da tutti gli operatori: non solo i lobbisti, ma anche i giuristi che da anni denunciano l’oscurità della norma penale sul traffico di influenze.

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Continua Guzzetta: "Non contento, il Ministro Bonafede anziché chiarire la normativa, la rende ancora più evanescente e incomprensibile togliendo l’unica certezza che c’era, ossia che per esserci traffico influenze ci dovesse essere quantomeno un comportamento illecito del pubblico funzionario coinvolto nel rapporto con l’autore del reato. Ma anche questo appiglio alla realtà oggi rischia di scomparire e rimangono solo una sfilza di avverbi (indebitamente, illecitamente) che però rimangono appesi, perché cosa sia debito o indebito, lecito o illecito non sta scritto da nessuna parte. Una norma penale in bianco degna della peggiore tradizione dei regimi giacobini e totalitari.”

Alla vigilia della Brexit Open Gate Italia entra nel network internazionale di Lodestone Open Gate Italia, società di consulenza specializzata in Public Affairs, Strategy & Regulation, Media Relations & Digital PR firma una partnership con Lodestone, società di consulenza strategica con sede a Londra, ed entra ufficialmente a far parte del nuovo Network Internazionale specializzato in “political intelligence” e “policy expertise”. La nota agenzia britannica, classificata tra le migliori quindici società di Public Affairs del Regno Unito nel 2016 e nel 2017 e recentemente candidata a tre premi, tra cui quello per “Consultancy of the Year”, in vista della Brexit e di tutti i cambiamenti che si profilano all’orizzonte a livello internazionale, ha deciso di espandere il proprio raggio d’azione su tutto il vecchio continente stringendo una serie di partnership con aziende esperte nel settore della consulenza, per creare una rete che garantisca ai clienti di ciascuna la piena e totale copertura in ambito regolamentare ed istituzionale su tutto il territorio europeo. La nuova joint venture creata da Lodestone prevede partner in Italia, Francia, Germania, Belgio e Irlanda del Nord che vanno a rafforzare il network già esistente dell’azienda che si estende in America, nel Sud Est Asiatico e in Medio Oriente. Nei primi mesi del 2019 verrà organizzato un evento a Londra per introdurre ufficialmente i nuovi membri della partnership, l’occasione per effettuare una profonda analisi della situazione politica ed economica Europea e per mettere in risalto tutte le opportunità e gli eventuali rischi di business. Open Gate Italia, nel 2018 al decimo anno di attività, è pienamente soddisfatta di entrare a far parte di questo network che rappresenta, come ha sottolineato Laura Rovizzi, amministratore delegato della società: “Il punto di partenza per affrontare le sfide poste dalle nuove tecnologie che implicano il superamento dei confini nazionali. Anche perché lo sviluppo di un’organizzazione pan-europea è il primo passo per diventare competitivi a livello internazionale e per offrire servizi sempre migliori ai nostri clienti”. Tra i nuovi partner selezionati da Lodestone figurano: Stratagem, Irlanda del Nord. Azienda fondata nel 1998 da Quintin Oliver e specializzata nella comunicazione strategica. Commstrat, Francia, esperta nel settore della comunicazione e dei public affair. Fondata nel 2017 da Guillaume Labbez, che precedentemente era Direttore Associato della leader company francese Boury, Tallon & Associés. jsk.berlin, società di public affairs il cui core business è l’area dei governmental affairs. Il lavoro del team a stretto contatto con le istituzioni garantisce ai clienti di jsk.berlin di essere sempre informati sulle decisioni di governo e stakeholders. Tradepeers Ltd, compagnia di consulenza con sede a Brussels e a Londra, esperta nel fornire supporto alle società che devono affrontare la Brexit.

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Lunedì 2 Luglio alle ore 17,30 a Roma nella sede di Confedilizia, Via Borgognona 47, si terrà il seminario organizzato da Open Gate Italia in collaborazione con FB & Associati dal titolo “Dalla crisi politica alla crisi istituzionale: quali (nuove) regole per la Terza Repubblica?” Dopo un’introduzione del Prof. Giovanni Guzzetta, Presidente di Open Gate Italia, affronteranno il dibattito, moderati da Andrea Morbelli Partner della società di consulenza Open Gate Italia, il Senatore Anna Maria Bernini di Forza Italia, l’Onorevole Stefano Ceccanti del Partito Democratico, il Senatore Vincenzo Presutto del Movimento 5 Stelle, l’Onorevole Guido Crosetto di Fratelli d’Italia e Fabio Bistoncini, AD & Founder FB & Associati.  Si parla di crisi di sistema. Quando la Terza Repubblica affronterà le riforme?  Il seminario partirà dall'interrogativo posto dal Presidente di Open Gate Italia, Prof. Giovanni Guzzetta: “Quali istituzioni per la Terza Repubblica? Il tema delle riforme istituzionali è da sempre consegnato ad un amaro destino e nei momenti più drammatici di crisi del sistema politico vengono invocate a gran voce. Ma in quei momenti la gravità della crisi rende impossibile realizzarle. Quando, più o meno miracolosamente, la crisi trova una soluzione, per quanto provvisoria, le riforme escono di scena e l’attenzione viene focalizzata sulle speranze suscitate dai nuovi equilibri”. Per info: www.opengateitalia.com – email: info@opengateitalia.com

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(Giacomo Alessandrini) «In attuazione della nuova disciplina anticorruzione e così come previsto dal piano anticorruzione e trasparenza 2018-2020 che recentemente abbiamo approvato, la Città Metropolitana di Napoli sarà tra le prime in Italia a mettere in opera un programma informatico facilmente accessibile, che consentirà a ciascun dipendente che ravvisi anomalie all'interno dell'Amministrazione, di segnalare le condotte illecite rilevate, con garanzia di assoluta riservatezza». È con questa nota che la scorsa settimana, il Sindaco della Città Metropolitana di Napoli Luigi de Magistris, ha annunciato l’importante passo avanti per la trasparenza degli uffici pubblici compiuto dall’amministrazione partenopea con sede a Piazza Matteotti. Il whistleblowing, termine derivante dall'inglese «blow the whistle» (che si riferisce all'azione dell'arbitro di soffiare nel fischietto per segnalare un fallo o un'infrazione) offre una tutela legale a chi decide di denunciare pubblicamente, da dipendente interno, condotte illecite o fraudolente compiute all’interno di un’organizzazione pubblica o privata. La normativa, approvata lo scorso 30 novembre 2017 (legge n.179) ed entrata in vigore il 29 dicembre seguente, era stata suggerita da Transparency International Italia, durante la sua audizione in Commissione Antimafia, come uno dei mezzi principali e indispensabili per arginare la corruzione (come già analizzato in un precedente articolo). Secondo Antonio Meola, segretario generale della Città Metropolitana di Napoli, “La norma sul Whisteblowing, vale a dire la segnalazione di attività illecite nell'amministrazione pubblica da parte del dipendente che ne sia venuto a conoscenza per ragioni di lavoro, avvicina l'Italia all'Europa”. Proprio al segretario generale Meola, i dipendenti della Città Metropolitana di Napoli potranno segnalare i casi di illecito attraverso strumenti protetti da crittografia e leggibili unicamente dal medesimo RCPT (responsabile prevenzione corruzione e trasparenza) e senza incorrere in misure ritorsive (come spesso, purtroppo, accadeva in passato). Foto: Affaritaliani

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