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Montecitorio, Registro online: cosa ne pensano i lobbisti
Scritto il 2017-07-15 da Redazione su Italia

Sereni: Portare maggiore consapevolezza dell’attività di lobbying presso l’opinione pubblica. Morbelli: Piccolo passo, ci aspettiamo scelte più coraggiose. Comin: Ora una legge organica nazionale. Colucci: Perfezionare norme su traffico influenze. Gallotto: Lobbying professionale migliora la democrazia. Galgano: Registro utile a creare consapevolezza dell'attività per media e opinione pubblica.

Dopo alcuni mesi dall’annuncio, è da ieri pubblico sul sito della Camera dei Deputati il registro dei rappresentanti di interesse a Montecitorio. Al momento conta 125 soggetti iscritti tra associazioni di categoria, imprese, società di consulenza, studi di avvocato e rappresentanti del terzo settore. C’è anche Elena Skoko, definita da Repubblica “lobbista del parto cantato”.

Marina Sereni, vicepresidente della Camera, ha dichiarato al Corriere che dopo il Registro per la Trasparenza del MISE “volevamo far emergere il tema del lobbismo, anche perché il ruolo delle lobby può essere positivo quando si tratta di soggetti che operano in modo trasparente quando interloquiscono con la politica. Vogliamo portare maggiore consapevolezza non solo tra i portatori di interessi, ma anche verso l’opinione pubblica”.

La Sereni si è da subito fatta collettore delle istanze di chi ha ritenuto opportuno compiere questo primo passo verso una regolamentazione interna ad una delle Camere, uno dei principali luoghi di incontro e scambio di informazioni tra portatori di interesse e decisori, soprattutto in periodi dell’anno specifici (durante la sessione di bilancio) o nell’ambito della conversione di decreti-legge, quando decisioni su norme molto tecniche devono necessariamente essere prese con il supporto degli operatori del settore e delle parti interessate. Nel corso di diversi incontri svolti nei primi mesi dell’anno presso diverse società di lobby (il primo in Open Gate Italia a febbraio, e a seguire presso le sedi di altre società come FB & Associati) e culminati con una conferenza a Montecitorio lo scorso marzola vicepresidente ha incoraggiato anche il Senato di dotarsi di un simile registro, una proposta a cui si è spesso associato anche il senatore Orellana, proponente del disegno di legge sulla regolamentazione nazionale del lobbying che “giace” proprio presso la commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama. Ricordiamo, infatti, che ogni camera può dotarsi di un registro solo modificando il proprio regolamento interno.

Per Stefano Dambruoso, questore della Camera, sul Messaggero: Si completa il percorso verso la trasparenza e la legittima attività di rappresentanza di interessi negli spazi e nei corridoi di Montecitorio. Naturalmente, fuori dal Palazzo potrà evidentemente continuare l’attività senza alcuna connessione con quanto stabilito dalle nuove norme parlamentari”. È questa una delle principali critiche mosse alla regolamentazione anche da parte del centro di ricerca Open Polis, che in un commento alla recente pubblicazione del Registro ha evidenziato come manchino elementi necessari per raggiungere la piena autorevolezza del decisore pubblico e del portatore di interessi, quali un’agenda pubblica dei decisori e l’assenza di dati incontrovertibili e imparziali.

Gianluca Comin, Founder della Comin & Partners ed ex presidente di Ferpi, una delle principali associazioni dei professionisti del settore, ha affermato sempre al Messaggero: “Si tratta di un primo importante risultato, anche se mi sono sempre battuto perché si arrivasse alla formulazione di leggi organiche. E in Senato continueremo a farci accreditare dai membri di Palazzo Madama, come abbiamo sempre fatto”.

Lobbying Italia ha poi raccolto in esclusiva le opinioni di altri importanti professionisti del mondo dei public affairs, rappresentanti della realtà delle società conto terzi, caratterizzata da grande competenza e dinamicità che spesso diventa per le imprese una importante leva di business.

Andrea Morbelli, Head of Public Affairs di Open Gate Italia: "Qualsiasi iniziativa che garantisca maggiore trasparenza al nostro settore è benvenuta. In questo caso abbiamo riscontrato una certa farraginosità nelle procedure di iscrizione (soprattutto per le società di consulenza con un certo numero di clienti). Sono piccoli e timidi primi passi, ci aspettiamo nel futuro scelte più coraggiose: una normativa unica che impegni tutte le amministrazioni pubbliche (nazionale e locali) al rispetto della trasparenza dei processi decisionali con azioni quali l'obbligo di consultazione pubblica e di valutazione di impatto, peraltro già presenti nel nostro codice".

Giusi Gallotto, CEO di Reti/Quick Top: “Il registro è un grande passo avanti, è una rivoluzione: non dobbiamo più “nasconderci”. Reti da tempo sostiene soluzioni semplici e dirette per regolare l’attività dei portatori d’interesse, tant’è che ha immediatamente apprezzato ed utilizzato il registro presso il MISE e il Ministero Funzione Pubblica. Ora serve, in generale, rafforzare modalità di accesso alle informazioni e di consultazione degli interessi privati nei processi decisionali, iniziando ad applicare le norme esistenti. I lobbisti aiutano le istituzioni a decidere meglio. Fare lobbying in modo trasparente e professionale significa fare funzionare meglio la democrazia”.

Valentina Colucci, Account Director Public Affairs, SEC SpA: "E' necessario un Registro sulla Trasparenza, ma penso che debba valere oltre che per tutto il Parlamento (Camera e Senato) anche per Ministeri, Autorità, organismi istituzionali nazionali e locali. Un unico registro nazionale integrato per tutto il settore. Il rischio, altrimenti, è quello di un proliferare di registri che avrebbero meno efficacia in termini di trasparenza, sovraccaricando di vincoli burocratici gli opera nel settore al livello internazionale, nazionale e locale. Ma il tema chiave da affrontare in maniera laica e condivisa è ripensare all'art. 346-bis del codice penale che configura il "traffico di influenze". Il confine tra il reato in questione ed il lobbying lecito è ancora troppo indeterminato, e questo rischia di rendere il nostro mestiere impossibile".

Giovanni Galgano, Partner e Managing Director di Public Affairs Advisors: "Il registro è utile a livello “psicologico” perché quantomeno rende chiara la necessità di una regolamentazione, seppur basica, anche ai non addetti ai lavori e ai media. Inutile e parziale se non viene seguita da una norma che regolamenti la rappresentanza di interessi anche presso il Senato e presso i dicasteri del governo. Trovo la regolamentazione di Montecitorio poco efficace soprattutto perché i lobbisti non hanno bisogno di passare la vita a Montecitorio o di accedere a qualche salone in più per esercitare una buona rappresentanza di interessi. L’idea delle “stanza dei lobbisti” è finanche anacronistica, se consideriamo i flussi informativi costanti tra politico e lobbista che oggi consentono le tecnologie e l’informatica. Da migliorare: far accedere ai lavori delle Commissioni, aumentare il numero dei pass per soggetto che si iscrive. Temo che la regolamentazione non faccia emergere realmente il "sommerso", perché lascia comunque inalterati privilegi per pochi non estendendo i legittimi diritti di rappresentanza ai professionisti seri. La corruzione non si sconfigge con un registro, ma con una politica molto più ampia e severa. Piuttosto la regolamentazione a mio avviso serve – se fatta bene – a rendere trasparenti i processi decisionali e a ingaggiare chi detiene il potere legislativo in ambiti chiari e ben delimitati. E' deleterio il fiorire di numerose regolamentazioni diverse. Bisognerebbe realizzare una normativa unica o come minimo armonica e non consentendo alle Regioni di farsi la loro piccola regolamentazione sui generis (sta accadendo). Si arriverà a una regolamentazione nazionale solo e se i lobbisti saranno capaci di rappresentare il bisogno di ciò".

Ma come funziona concretamente la registrazione? E cosa comporta?

Come spiega la vicepresidente Sereni, “Non soltanto i rappresentanti di interessi, ma qualsiasi cittadino può entrare alla Camera, purché abbia un appuntamento con un deputato e ci sono aree in cui si può transitare e altre off limits. Attualmente chi ha il badge può stare nel corridoio dei presidenti al piano Aula. Ma in futuro è previsto si apra una stanza dedicata ai rappresentanti di interessi, prima della discussione della prossima legge di Bilancio”. Quindi non sono previsti per gli iscritti particolari premialità, ma l’esclusiva possibilità di un accesso permanente in – per la verità, pochi e periferici – locali della Camera.

Sono state segnalate invece alcune difficoltà nell’iscrizione. Innanzitutto, lungaggini burocratiche per chi ha avviato la procedura nelle scorse settimane ma non l’ha portata a buon fine per l’esclusiva via telematica. Come ha spiegato Roberto Falcone, presidente dell’associazione nazionale tributaristi Lapet, al Corriere: “Ho ritirato ieri il mio tesserino. Prima ho dovuto fare domande per via telematica, attraverso la mia identità digitale. Poi sono dovuto andare agli uffici sicurezza della Camera. Dopo l’identificazione e la foto, mi hanno creato e consegnato il badge”. Sono però segnalate alcune inefficienze e inesattezze negli obblighi burocratici e nei documenti da depositare per l’iscrizione. Per Open Polis, in totale sono state presentate 145 richieste d’iscrizione, ma gli uffici ne devono ancora completare l’esame.

Ma per la prima volta, viste le buone intenzioni, qualche imprecisione la si può perdonare.

In Parlamento giacciono dimenticate da diverso tempo varie proposte di legge sulle lobby. La nuova proposta di un think tank di giovani professionisti può però mettere d'accordo tutti La recente istituzione del registro dei rappresentanti di interesse della Camera dei Deputati ha riportato in auge il tema della regolamentazione dell'attività di lobby. La modifica del regolamento di Montecitorio (ricordiamolo, in questa fase solo sperimentale) che ha previsto il Registro è stata letta da più parti come una piccola ma sostanziale svolta culturale verso l'accettazione del fenomeno lobbistico. Una norma limitata, nello spazio e nei metodi, tuttavia pur sempre qualcosa di nuovo. L’obiettivo resta, comunque, una legislazione nazionale chiara ed efficace per superare interventi non coordinati da parte di singole Regioni, Ministeri o rami del Parlamento. Sono numerose le proposte di legge al riguardo, incardinate presso le Commissioni Affari Costituzionali della Camera e del Senato. Ciononostante, ancora nessuna di queste è riuscita a vedere la luce, ed è sempre più lontana la definizione di una normativa ormai necessaria per regolamentare appieno la trasparenza e la partecipazione dei gruppi di interesse. A quelle già presenti, bisogna aggiungere anche l’ultima presentata lo scorso venerdì 14 luglio presso l’Aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati, dove si è svolto l’evento conclusivo del progetto Generazione Italia, organizzato dalla Fondazione Cultura Democratica. Si tratta di un progetto nazionale di innovazione legislativa e formazione politico-istituzionale interamente dedicato a 2000 giovani under 35, provenienti da ogni provincia italiana e selezionati in base al merito tra le oltre 4000 candidature pervenute. L’obiettivo principale del progetto è stato elaborare 25 proposte di legge nella più ampia gamma di materie possibili, dalla sicurezza all’immigrazione, dalla smart mobility al turismo e alla parità di genere. Tra le tante proposte sviluppate dai giovani partecipanti anche quella dedicata alla regolamentazione della rappresentanza di interessi particolari, presentata a ospiti istituzionali di spicco, tra i quali la Sottosegretaria Maria Elena Boschi, i capigruppo del Partito Democratico alla Camera e al Senato, Ettore Rosato e Luigi Zanda, il Vice-Presidente della Camera Roberto Giachetti e l’omologo al Parlamento europeo, David Sassoli. Presenti anche i deputati Matteo Richetti, nuovo responsabile della comunicazione del PD, Alessia Morani e Mauro Del Barba. Il testo è frutto dell’attività di co-working svolta dai partecipanti al progetto e coadiuvati da esperti del settore, tra i quali i lobbisti Antonio Iannamorelli, Direttore operativo di Reti/Quick Top, Giampiero Zurlo, fondatore e Presidente di Utopia, il Prof. Pier Luigi Petrillo, docente del corso di Teorie e Tecniche del Lobbying alla LUISS Guido Carli e l’On. Laura Puppato, del Partito Democratico. Il contenuto del ddl La proposta non si discosta di molto da quelle già presentate dalla Fondazione per Roma Capitale e Regione Lazio. Nello specifico, si punta alla regolamentazione sia della trasparenza e dell’attività di lobbying, sia della partecipazione dei gruppi di interesse alla formazione del processo decisionale: due aspetti che nelle altre proposte di legge presentate in Parlamento spesso non vengono trattati in egual misura. Vengono introdotti una serie di diritti e doveri per rappresentanti e portatori di interessi particolari e decisori pubblici, istituendo un Registro pubblico sotto l’egida dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ponendo l’attenzione, in tal modo, sulla natura economica e istituzionale del fenomeno, liberandola dall’aura negativa legata a ipotetiche pratiche corruttive, tipiche dell’immaginario collettivo sulla materia. Quest’ultimo aspetto si rivela fondamentale, in quanto proprio i gruppi di interesse si presentano anche come importante strumento di carattere informativo per i decisori pubblici e politici, contribuendo al miglioramento della qualità del processo decisionale. É inoltre presente un regime sanzionatorio delle violazioni delle disposizioni, al fine di creare un deterrente a pratiche illegali o dannose. La Fondazione Cultura Democratica La proposta non è stata calendarizzata per la discussione in Parlamento, e si spera che ci sia un'occasione di discussione durante questa legislatura. È comunque da rilevare positivamente che le idee, il dibattito e la produzione legislativa in materia di lobbying sono in fermento positivo, a testimoniare il fatto che quasi tutti gli operatori del settore puntano alla regolamentazione del fenomeno, facendo advocacy per il perseguimento di tale obiettivo. L’aspetto più significativo di questa proposta di legge riguarda i proponenti, una fondazione composta da giovani (laureati e professionisti) che negli anni hanno costruito una reputazione positiva e creato occasioni di dialogo con esponenti istituzionali di ogni livello ed estrazione politica. Cultura Democratica è nata infatti con l’obiettivo di contribuire al percorso di riforme del Paese, un modello innovativo rispetto al panorama associazionistico attuale. Innovativo anche il format delle attività di formazione e realizzazione delle proposte: non più conferenze o classici seminari, bensì progetti di co-working (anche su piattaforme on-line) per la produzione normativa, una rivista specializzata, un network di esperti di settore per ogni materia trattata, coinvolti nella School of Government e in grado di fornire ai giovani partecipanti gli strumenti necessari a realizzare gli obiettivi prefissati.

Imprese - Lobbyingitalia

Il 30 giugno scade il termine per la presentazione dei progetti per le diverse categorie. I giovani professionisti dei public affairs si contenderanno il titolo della migliore idea progettuale sulla mobilità sostenibile. Il Premio AGOL, terza edizione del contest nazionale promosso dall'Associazione Giovani Opinion Leader, prevede lo sviluppo di un progetto di comunicazione in base a brief redatti da importanti manager ed esperti del settore provenienti dalle imprese partner. Sono 5 le categorie per le quali giovani professionisti o neolaureati si contenderanno i titoli in palio: event management, advertising, social media strategy, corporate communication, e public affairs e comunicazione istituzionale. L'ultima categoria, la più interessante per il settore del lobbying, prevede per gli studenti universitari un brief redatto da Samsung. Per i giovani professionisti, la sfida riguarderà la mobilità sostenibile, con un progetto che sarà valutato da Enel. Quest'anno in particolare, la sezione public affairs risulta quella con più iscritti a partecipare. Come recita il brief di cui Lobbying Italia ha preso visione, "Enel è impegnata nella promozione di un uso sempre più innovativo e sostenibile dell’energia, dalla promozione delle smart cities a servizi innovativi per clienti e consumatori. Tra questi, particolare attenzione è dedicata alla diffusione della mobilità elettrica". La diffusione dei veicoli elettrici è, anche per la multinazionale dell'energia, una componente del percorso di evoluzione delle società più moderne (come testimoniano le recenti partnership con società dell'automotive che investono sulla e-mobility). I temi delle innovazioni con ricadute positive su aspetti economici, sociali ed ambientali sono sempre più al centro delle iniziative pubbliche e private in logica di Smart mobility e green economy. I giovani professionisti saranno quindi chiamati a redigere un piano di advocacy che riguardi lo sviluppo della "mobilità del futuro", uno dei temi centrali del G7 Trasporti della scorsa settimana. Il piano prevederà diversi strumenti di sensibilizzazione dei decisori pubblici e degli stakeholder non solo istituzionali. L'obiettivo sarà presentare un progetto che porti i decisori a supportare politiche industriali utili a conseguire gli obiettivi di sostenibilità, innovazione ed efficienza energetica previsti a livello nazionale e internazionale. Il piano prevederà azioni di lobby parlamentare, advocacy, costruzione di reti di consenso e uso dei canali di "Lobby 2.0" tramite i social media. Tutte le informazioni sul premio AGOL sono disponibili sul sito ufficiale. Non ci resta che augurare il miglior in bocca al lupo a tutti i partecipanti, che vinca il (lobbista) migliore! (foto di copertina tratta dal sito ufficiale del premio AGOL)

Imprese - Lobbyingitalia

Reti e Running aprono, per il secondo anno, i propri uffici a chi vuole osservare da vicino come lavora un lobbista.  I partecipanti avranno l’opportunità di vivere la giornata tipo del lobbista all’interno degli uffici di una delle maggiori società di Public Affairs e Comunicazione in Italia, confrontandosi con tre professionisti di aziende e con i consulenti di Reti e Running. Troppo spesso il termine lobby viene utilizzato con un’accezione negativa, per indicare una professione oscura e ai limiti della legalità. Nulla di più falso, quello del lobbying è un mondo aperto e trasparente, in cui i rappresentanti di interessi e i loro interlocutori si muovono e lavorano, proprio come tutti gli altri professionisti, all’interno di contesti culturalmente e professionalmente stimolanti.  È per questo motivo che abbiamo deciso di aprire i nostri uffici lunedì 10 aprile alla curiosità degli studenti che si avvicinano per la prima volta a questo mondo. #OpenLobby rappresenta un momento per imparare e ascoltare direttamente da lobbisti di aziende e dai consulenti di Reti e Running cosa significa rappresentare e comunicare gli interessi particolari di realtà italiane e internazionali. Chi è interessato a partecipare a #OpenLobby può registrarsi in una delle 3 fasce orarie: 10.00 - 12.15 10.00 - 10.15 - Welcome coffee 10.15 - 10.45 - Saluti di benvenuto e presentazione di Reti e Running 10.45 - 11.15 - A tu per tu… Gianluca Ansalone, Responsabile Affari Istituzionali e Comunicazione - Area Sud Europa British American Tobacco a colloquio con Mario de Pizzo, Giornalista Rainews24 11.15 - 12.15 - Tour degli uffici 12.45 - 15.30 13.00 - 13.30 - A tu per tu… Giuliano Frosini, Public Affairs Director Lottomatica a colloquio con Andrea Picardi, Giornalista Formiche 13.30 - 14.30 - Presentazione di Reti e Running e pranzo 14.30 - 15.30 - Tour degli uffici 16.00 - 18.30 16.00 - 16.30 - Welcome coffee 16.30 - 17.00 - Saluti di benvenuto e presentazione di Reti e Running 17.00 - 17.30 A tu per tu... Francesco Delzio, Direttore Relazioni Esterne, Affari Istituzionali e Marketing (Executive Vice President) del gruppo Atlantia e di Autostrade per l'Italia a colloquio con Carlo Puca, Giornalista - Panorama 17.30 - 18.30 Tour degli uffici 18.45 - 19.45 #LobbyHour: l'aperitivo dei lobbisti (evento aperto ai partecipanti di tutte e tre le fasce orarie) I posti sono limitati, essendo l'evento a numero chiuso. E' necessario registrarsi inviando un’email a Matteo La Stella - m.lastella@retionline.it - con il tuo cv segnalandoci la tua preferenza di orario.

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