NEWS
Il lato buono dei Lobbisti (Gli Stati Generali)
Scritto il 2017-04-06 da Redazione su Italia

(Federica Bandera) Direste mai che il progetto Openmigration, che si occupa di fact checking sulle notizie su migranti e rifugiati, sia una sorta di azione di lobbying? O l’iniziativa ParoleOstili, nata per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’importanza che le parole hanno sul web e sui social media?

Forse no, perché lobbying è solo una brutta parola. O almeno così si dice in giro.

Eppure l’accezione negativa del termine è caratteristica peculiare dell’Italia dove la scarsa trasparenza dei processi decisionali e l’importante presenza della corruzione (ricordiamo che l’Italia è attualmente 60a al mondo secondo il Corruption Perceptions Index 2016 di Transparency International) hanno certamente fomentato l’avversione verso chi pratica la professione del lobbista.

Il titolo che abbiamo voluto dare, però, è chiaramente provocatorio nei confronti di chi, attraverso valutazioni semplicistiche, sceglie di continuare a conferire alla nostra categoria professionale accezioni puramente negative.

Questo perché, innanzitutto, non esiste un lato “buono” ed un lato “cattivo” del lobbista; esiste invece una rappresentanza di interessi particolari, che dal singolo cittadino può essere considerata riprovevole qualora vada contro un più ampio interesse della collettività, ed, appunto, una rappresentanza di interessi generali.

Il lobbista, tendenzialmente, viene identificato nella prima fattispecie, come difensore di soggetti che in qualche modo ostacolano il bene pubblico: ecco perché qui di seguito cercheremo di raccontare perché questo non sia sempre vero, per tre motivi principali.

Innanzitutto, molti lobbisti che lavorano per imprese e società private svolgono allo stesso tempo un’attività di rappresentanza per altre entità, che siano associazioni, think tank o gruppi di pressione, i quali solitamente si occupano di temi sociali, economici e di sostenibilità.

Il secondo motivo è che non esiste un’entità che possa stabilire, in termini assoluti, quali interessi particolari siano “buoni” e quali “cattivi”. Se prendiamo, ad esempio, il caso che ha riguardato l’azienda Flixbus e l’emendamento al Decreto Milleproroghe che a fine febbraio ha rischiato di minare completamente il business dell’azienda nell’apparente inconsapevolezza del legislatore, vediamo come la difesa dell’interesse dell’impresa in realtà coincida esattamente con l’interesse dei consumatori nell’avere un servizio di qualità a prezzi ridotti. La stessa Autorità di Regolazione dei Trasporti, all’interno del parere espresso ieri al Ministero dei Trasporti, ha affermato come l’emendamento costituisca un vincolo nell’accesso al mercato per gli operatori e agisca a danno di un’offerta di servizi adeguata alle esigenze di mobilità degli utenti.

In terzo luogo, la pratica del lobbying costituisce in realtà una sottocategoria del processo di advocacy, dove troviamo innumerevoli esempi di buone pratiche di rappresentanza di interessi.

Se, quindi, l’azione di lobbying è quella diretta sul legislatore che punta ad influenzarne le decisioni, quella di advocacy è invece la più ampia azione di un singolo, o di un gruppo, che indirettamente, attraverso strumenti come campagne media e social media, pubblicazione di studi, sondaggi e ricerche, tenta allo stesso modo di sensibilizzare l’opinione pubblica ed il legislatore, portando un certo tema o una certa posizione al centro dell’agenda politica.

Proprio in questo campo, sono numerosissimi gli esempi di gruppi formalizzati, associazioni, think tank che cercano, attraverso processi di advocacy, di dare una voce a persone, o spazio a tematiche, che faticano a trovarli autonomamente. Presentiamo di seguito, come esemplificazione della categoria, i casi di Openmigration e ParoleOstili, che abbiamo richiamato anche all’inizio dell’articolo.

Openmigration è un progetto che nasce con l’obiettivo di produrre informazione di qualità e combattere le fake news che riguardano il fenomeno delle migrazioni e dei rifugiati. Attraverso policy paper, studi e pubblicazioni, cerca di influenzare l’opinione pubblica, e talvolta le scelte politiche, facendo dell’oggettività dei dati la propria bandiera.

Rimanendo sempre nell’ambito delle fake news, ed addentrandoci anche in quello della responsabilità dei contenuti pubblicati in rete, ecco che troviamo un’ulteriore buona pratica di advocacy: ParoleOstili. Il movimento ha preso avvio all’inizio del 2016 ed ha l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini, le istituzioni ed il mondo dei media sull’importanza delle parole che si utilizzano sul web. Attraverso un evento di due giorni a Trieste a febbraio, che ha coinvolto tutto il mondo della comunicazione e delle istituzioni, compresi famosi ospiti e relatori come Enrico Mentana, Gianni Morandi e la Presidente della Camera Laura Boldrini, e grazie ad un’agguerrita campagna social, ParoleOstili, insieme ai partecipanti e a chiunque condividesse quanto promosso dall’iniziativa, ha co-prodotto un manifesto che mira a renderci consapevoli del peso di ciò che pubblichiamo in rete e di come interagiamo sui social media con gli altri utenti.

Si potrebbe discutere probabilmente per molto tempo su quali siano gli interessi rappresentati in questi casi, su come l’azione di lobbying possa, a seconda della situazione, nuocere o meno alla società, sulla positività o meno di un’azione di advocacy, su chi possa o debba dare un giudizio in merito e se effettivamente tale giudizio possa avere un valore in termini assoluti.

E tutto ciò a causa dell’estrema complessità dell’argomento. Ecco perché giudizi semplicistici sul lobbying in sé e per sé, che conferiscano al termine un’accezione totalmente negativa o totalmente positiva sono inutili ai fini della rappresentazione della realtà.

Quello che è sempre utile, invece, è portare alla luce le innumerevoli sfaccettature che questa professione comporta, che siano il secondo lavoro di un lobbista, che siano pratiche positive di advocacy, che siano la rappresentanza di interessi particolari o generali.

La chiave, per ogni lobbista che svolge in maniera professionale questa attività, deve sempre rimanere nella consapevolezza di rappresentare interessi legittimi in maniera legittima. Tutto il resto ha altri nomi, di certo non è lobbying.

Fonte: Gli Stati Generali

Articoli Correlati
Professionisti oppressi da montagne di documenti e dalla burocrazia che comporta l'interazione con gli uffici giudiziari? In vostro aiuto arriva GenIUS di Astalegale.net, il software conveniente e semplice pensato per snellire e facilitare le procedure del Processo Civile Telematico (PCT). Società leader in Italia nel settore della pubblicità legale e nell'informatizzazione delle procedure esecutive e concorsuali, Astalegale.net ha messo ha frutto l'attività pluriennale svolta presso diversi Tribunali per sviluppare un gestionale dedicato ad avvocati, commercialisti, agronomi e periti a vario titolo operanti con i Tribunali d'Italia, che consente la redazione di documenti e il loro deposito con valore legale (ovvero con certificato di ricezione dalla cancelleria) e in modo telematico e prevede numerose altre funzioni di grande utilità per i professionisti. Come spiegato nel video di presentazione del software, GenIUS permette infatti di liberarsi di carta e incombenze e di ottimizzare i tempi con un servizio all in one che dà la possibilità di consultare, inviare, archiviare e delegare atti e documenti e di gestire la fatturazione alla PA e il pagamento delle spese di giustizia completamente per via telematica, appoggiandosi a un unico ambiente. In particolare, il gestionale di Astalegale.net risponde all'esigenza prevista dalla nuova normativa secondo la quale tutte le fatture per la PA devono essere in formato elettronico, ricercando automaticamente gli enti ai quali emettere le fatture, inoltrando queste ultime al sistema ministeriale per la validazione, monitorandone la convalida e conservandole a valore legale per 10 anni come richiesto. Per quanto riguarda le spese di giustizia, invece, oltre a permettere di effettuare i pagamenti in modalità telematica, GenIUS consente anche di ricercare le ricevute direttamente nei registri di cancelleria. Inoltre, il sofwtare di Astalegale.net è web based senza installazione, prevede la funzione backup per tutto, non richiede aggiornamenti e può essere utilizzato da qualsiasi dispositivo, anche mobile. Last but non least, GenIUS è semplice da utilizzare grazie a un wizard che spiega tutti i procedimenti, a una guida online sempre aggiornata, a un numero verde dedicato e a un team di specialisti dislocato presso 60 Tribunali che offre un'assistenza diretta puntuale e qualificata. Maggiori informazioni su GenIUS e su tutti i servizi e le attività di Astalegale.net sono disponibili sul sito infogenius.astalegale.net. Sponsored by Astalegale

Imprese - Comunicablog

"Ti lascio. Da oggi merito di più": è questo il nuovo slogan della campagna pubblicitaria Samsung che punta tutto sui nuovi tablet Galaxy Tab S e Galaxy Note Pro e invita i propri utenti a mettere da parte i propri vecchi PC. Per questo motivo ha indetto un'iniziativa che mette a disposizione un buono sconto per l'acquisto di uno di questi prodotti. I consumatori potranno lasciare sul sito dell'iniziativa www.tilascio.com un messaggio di addio per il proprio computer oppure una foto che testimoni in che modo il vecchio dispositivo è stato riutilizzato o riciclato. Per tutti i partecipanti Samsung rilascerà un buono sconto da 150 euro che potrà essere usato, dal 18 fino al 30 settembre, nei punti vendita convenzionati, per l'acquisto di un Galaxy Note Pro o Galaxy Tab S. Quest'ultimo rappresenta una vera e propria innovazione del mondo dei tablet professionali. Con schermo Super AMOLED da 10.5", processore Octa Core da 1.9 Ghz, 3 GB di RAM e memoria interna da 16 GB (espandibile fino a 128 GB tramite MicroSD) è un vero e proprio gioiello, perfetto sia per l'utilizzo quotidiano che per quello professionale. Per visionare tutte le informazioni sull'iniziativa di Samsung e le pagine tecniche dedicate ai nuovi tablet potete collegarvi al sito ufficiale  Potrete lasciare i vostri messaggi e leggere quelli già mandati dagli altri consumatori che hanno deciso di "lasciare" il proprio PC per aprirsi alle nuove tecnologie proposte da Samsung. Di seguito vi mostriamo uno dei simpatici video realizzati da Samsung che mostra come è possibile riciclare il vostro vecchio Pc, ma soprattutto come il nuovo Galaxy Tab S sia adatto anche all'utilizzo da parte dei più piccoli grazie alla comodissima "Kids Mode" che impedirà ai vostri figli di mettere mano sui vostri file e cartelle personali. L'iniziativa di Samsung è anche Social: (se volete partecipare potete) condividete il video utilizzando l'hashtag ufficiale #tilascio che Samsung ha dedicato al progetto! Sponsored by Samsung Italia

Imprese - Comunicablog

LOBBYINGITALIA
NEWS