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Lobby & Poltrone - SEC rilancia sul lobbying con Valentina Colucci Fabrizio
Scritto il 2017-01-02 da Redazione su Lobby & Poltrone

La società SEC (Societas Europaea ad Communicationes), specializzata nel mercato italiano dei servizi di advocacy, pr e comunicazione integrata, quotata sul mercato londinese Aim UK, e presente in Italia (Torino, Roma, Bari, Napoli) e all'estero (Bruxelles, Parigi, Madrid, Francoforte), rilancia l'area public affairs su Roma.

La società presieduta da Fiorenzo Tagliabue, ha infatti ingaggiato Valentina Colucci Fabrizio per guidare nella sede di Roma l'attività di lobbying sulle istituzioni nazionali e non solo.

Sino a ieri Consigliere giuridico al MIPAAF con Maurizio Martina e con un passato al ministero dell’Ambiente - dove è stata anche vice capo dell’Ufficio Legislativo e capo segreteria del Sottosegretario di Stato - Valentina Colucci Fabrizio è laureata in Giurisprudenza alla Sapienza, specializzatasi alla London School of Economics and Political Science (LSE) in Economia aziendale.

Diventata avvocato, inizia la propria attività istituzionale assumendo a soli 26 anni il ruolo di capo della segreteria del Presidente della XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera dei Deputati, esperienza a cui ha fatto seguire diversi ruoli a livello governativo (negli uffici di gabinetto di MISE, MIPAAF, MinAmbiente, ecc.).

Negli ultimi 10 anni ha prevalentemente svolto attività a forte impatto giuridico e legislativo nonché attività di comunicazione istituzionale, con particolare riferimento a campagne di sensibilizzazione su tematiche ambientali, ed energetiche curando i rapporti con le istituzioni nazionali e comunitarie, con gli enti e le autorità di regolazione, nonché con i media.

Valentina Colucci Fabrizio avrà il ruolo di gestire l'attività consulenziale di advocacy di SEC su Roma, occupando un ruolo rimasto vacante dalla scorsa estate dopo l'addio di Luigi Ferrata, consulente ex APCO e Reti ingaggiato dal Community Group di Auro Palomba - molto forte a Bruxelles - per avviare l'ufficio lobby romano.

Nel 2015, SEC ha realizzato un fatturato consolidato di 21,2 milioni di Euro (16,4 nel 2014); un Ebitda positivo per 3,4 milioni di Euro (2,1 nel 2014) e un utile netto pari a 2 milioni (1,1 nel 2014). La Società – che finora ha finanziato con risorse proprie le acquisizioni – anche nel 2015 presenta una cassa netta di 3,2 milioni e un patrimonio netto di 6,6 milioni.

Il 30 giugno scade il termine per la presentazione dei progetti per le diverse categorie. I giovani professionisti dei public affairs si contenderanno il titolo della migliore idea progettuale sulla mobilità sostenibile. Il Premio AGOL, terza edizione del contest nazionale promosso dall'Associazione Giovani Opinion Leader, prevede lo sviluppo di un progetto di comunicazione in base a brief redatti da importanti manager ed esperti del settore provenienti dalle imprese partner. Sono 5 le categorie per le quali giovani professionisti o neolaureati si contenderanno i titoli in palio: event management, advertising, social media strategy, corporate communication, e public affairs e comunicazione istituzionale. L'ultima categoria, la più interessante per il settore del lobbying, prevede per gli studenti universitari un brief redatto da Samsung. Per i giovani professionisti, la sfida riguarderà la mobilità sostenibile, con un progetto che sarà valutato da Enel. Quest'anno in particolare, la sezione public affairs risulta quella con più iscritti a partecipare. Come recita il brief di cui Lobbying Italia ha preso visione, "Enel è impegnata nella promozione di un uso sempre più innovativo e sostenibile dell’energia, dalla promozione delle smart cities a servizi innovativi per clienti e consumatori. Tra questi, particolare attenzione è dedicata alla diffusione della mobilità elettrica". La diffusione dei veicoli elettrici è, anche per la multinazionale dell'energia, una componente del percorso di evoluzione delle società più moderne (come testimoniano le recenti partnership con società dell'automotive che investono sulla e-mobility). I temi delle innovazioni con ricadute positive su aspetti economici, sociali ed ambientali sono sempre più al centro delle iniziative pubbliche e private in logica di Smart mobility e green economy. I giovani professionisti saranno quindi chiamati a redigere un piano di advocacy che riguardi lo sviluppo della "mobilità del futuro", uno dei temi centrali del G7 Trasporti della scorsa settimana. Il piano prevederà diversi strumenti di sensibilizzazione dei decisori pubblici e degli stakeholder non solo istituzionali. L'obiettivo sarà presentare un progetto che porti i decisori a supportare politiche industriali utili a conseguire gli obiettivi di sostenibilità, innovazione ed efficienza energetica previsti a livello nazionale e internazionale. Il piano prevederà azioni di lobby parlamentare, advocacy, costruzione di reti di consenso e uso dei canali di "Lobby 2.0" tramite i social media. Tutte le informazioni sul premio AGOL sono disponibili sul sito ufficiale. Non ci resta che augurare il miglior in bocca al lupo a tutti i partecipanti, che vinca il (lobbista) migliore! (foto di copertina tratta dal sito ufficiale del premio AGOL)

Imprese - Lobbyingitalia

Reti e Running aprono, per il secondo anno, i propri uffici a chi vuole osservare da vicino come lavora un lobbista.  I partecipanti avranno l’opportunità di vivere la giornata tipo del lobbista all’interno degli uffici di una delle maggiori società di Public Affairs e Comunicazione in Italia, confrontandosi con tre professionisti di aziende e con i consulenti di Reti e Running. Troppo spesso il termine lobby viene utilizzato con un’accezione negativa, per indicare una professione oscura e ai limiti della legalità. Nulla di più falso, quello del lobbying è un mondo aperto e trasparente, in cui i rappresentanti di interessi e i loro interlocutori si muovono e lavorano, proprio come tutti gli altri professionisti, all’interno di contesti culturalmente e professionalmente stimolanti.  È per questo motivo che abbiamo deciso di aprire i nostri uffici lunedì 10 aprile alla curiosità degli studenti che si avvicinano per la prima volta a questo mondo. #OpenLobby rappresenta un momento per imparare e ascoltare direttamente da lobbisti di aziende e dai consulenti di Reti e Running cosa significa rappresentare e comunicare gli interessi particolari di realtà italiane e internazionali. Chi è interessato a partecipare a #OpenLobby può registrarsi in una delle 3 fasce orarie: 10.00 - 12.15 10.00 - 10.15 - Welcome coffee 10.15 - 10.45 - Saluti di benvenuto e presentazione di Reti e Running 10.45 - 11.15 - A tu per tu… Gianluca Ansalone, Responsabile Affari Istituzionali e Comunicazione - Area Sud Europa British American Tobacco a colloquio con Mario de Pizzo, Giornalista Rainews24 11.15 - 12.15 - Tour degli uffici 12.45 - 15.30 13.00 - 13.30 - A tu per tu… Giuliano Frosini, Public Affairs Director Lottomatica a colloquio con Andrea Picardi, Giornalista Formiche 13.30 - 14.30 - Presentazione di Reti e Running e pranzo 14.30 - 15.30 - Tour degli uffici 16.00 - 18.30 16.00 - 16.30 - Welcome coffee 16.30 - 17.00 - Saluti di benvenuto e presentazione di Reti e Running 17.00 - 17.30 A tu per tu... Francesco Delzio, Direttore Relazioni Esterne, Affari Istituzionali e Marketing (Executive Vice President) del gruppo Atlantia e di Autostrade per l'Italia a colloquio con Carlo Puca, Giornalista - Panorama 17.30 - 18.30 Tour degli uffici 18.45 - 19.45 #LobbyHour: l'aperitivo dei lobbisti (evento aperto ai partecipanti di tutte e tre le fasce orarie) I posti sono limitati, essendo l'evento a numero chiuso. E' necessario registrarsi inviando un’email a Matteo La Stella - m.lastella@retionline.it - con il tuo cv segnalandoci la tua preferenza di orario.

Imprese - Lobbyingitalia

Riportiamo da Staffetta Quotidiana (qui l'articolo) la denuncia di Marcello Cecchetti, ufficio legislativo del Ministero dell'Ambiente, su un caso di.. insuccesso tutto italiano: la poca trasparenza e scarsa competenza in alcuni iter legislativi degli ultimi anni. La storia di un articolo scritto dal capo dell'ufficio legislativo del ministero dell'Ambiente, Marcello Cecchetti, in merito ai vizi e alle storture nell'iter di formazione di leggi e atti amministrativi. Un articolo che non è piaciuto ad alcuni senatori (che hanno chiesto e ottenuto la censura dello stesso e le scuse dell'estensore) ma che contiene diverse “verità” ben evidenti a chiunque segua il percorso di formazione delle leggi. Leggi “mostro”. Non ha usato giri di parole il capo dell'ufficio legislativo del ministero dell'Ambiente, Marcello Cecchetti, per descrivere l'iter di formazione di leggi e atti amministrativi in Italia. E lo ha fatto in un articolo scientifico pubblicato sulla rivista di diritto online “Osservatorio sulle fonti”. Articolo che però non è più possibile leggere perché è stato eliminato dal sito dopo che alcuni senatori della commissione Ambiente hanno denunciato come “lesivi della onorabilità del Senato” alcuni giudizi espressi, esigendo le scuse del capo ufficio – puntualmente arrivate la settimana scorsa – e il ritiro della pubblicazione. La Staffetta è riuscita a recuperare il “corpo del reato”. L'articolo è intitolato “Appunti di viaggio da un ufficio legislativo del governo” e descrive in maniera particolarmente chiara e semplice vizi e storture degli iter di approvazione di leggi, decreti e regolamenti. Un modus operandi sul quale su queste pagine sono stati sollevati spesso dubbi e che fa nascere norme inapplicabili, contraddittorie, spesso inutili quando non dannose. Le considerazioni del dirigente del ministero prendono le mosse dalla descrizione dell'elaborazione di tre provvedimenti: le misure antismog adottate con il decreto-legge 25 novembre 2015, n. 185 (“Misure urgenti per gli interventi sul territorio”), il Collegato Ambientale e lo Sblocca Italia. Leggi senza testo Le misure antismog rientrano nella categoria delle norme inapplicabili: “negli ultimi giorni del dicembre 2015 – scrive Cecchetti – il ministro dell'Ambiente, con scelta politica condivisa assieme ai sindaci di alcune grandi città e ai presidenti delle Regioni, si è impegnato a mettere a disposizione dodici milioni di euro a beneficio dei Comuni per sostenere l'adozione dei provvedimenti di urgenza in materia di qualità dell'aria, in particolare per supportare le iniziative di promozione dell'utilizzo del trasporto pubblico locale da parte della cittadinanza e di incentivo della mobilità alternativa al trasporto privato”. Eppure “è risultato estremamente difficile individuare le condizioni e gli strumenti tecnico-giuridici per renderli effettivamente utilizzabili; solo con la legge di assestamento del bilancio per il 2016 (approvata all'inizio di ottobre 2016) si è riusciti a conseguire l'obiettivo mediante una riallocazione di risorse tra capitoli diversi del bilancio del Ministero”. Questo perché, fa sapere Cecchetti, il Consiglio dei Ministri, “non ha approvato un testo normativo, bensì una serie di immagini a colori". Leggi con la testa piccola Le leggi senza testo sono un caso limite, ma la mancanza di progettazione rischia di diventare la regola. Il processo decisionale normativo, prosegue Cecchetti, “è totalmente destrutturato anche da un punto di vista giuridico-formale”. La fase dell'istruttoria, che dovrebbe essere la premessa necessaria per la formazione di una legge, a volte “capita che neppure vi sia. In tal modo è come se nel processo decisionale la “testa” e la “coda” si ribaltassero. Il procedimento normativo finisce per avere una “testa” molto piccola e una “coda” enorme. È, quindi, un “mostro”, con proporzioni diametralmente invertite”. L'esempio questa volta è il decreto-legge “Sblocca-Italia” (dl 133/2014, “Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”). Il decreto, nota il tecnico, è stato adottato in una unica deliberazione il 29 agosto 2014 ma emanato il successivo 12 settembre. “Il fenomeno – scrive - sollecita considerazioni su piani diversi. In primo luogo, si pone evidentemente la questione del possibile vizio formale, cui è strettamente collegata anche la questione della possibile «evidente mancanza» dei requisiti di necessità e urgenza”. Quindi rende chiaro che il testo non è pronto, una questione di cui “non rimane alcuna traccia formale (ad eccezione, in alcuni casi, della esplicita menzione, nel verbale della riunione del Consiglio dei ministri, di una “approvazione salvo intese”)”. A questo punto bisogna farsi alcune domande: “Quali Ministeri e quali uffici interloquiscono in quelle due settimane? Chi scrive le disposizioni normative che ancora non sono pronte il giorno dell'adozione? Tutto questo resta assolutamente in conoscibile”. Il ruolo delle lobby Un decreto-legge con queste criticità “finisce per assumere i connotati di un fiume carsico, destinato ad attraversare le Camere, durante la breve fase della conversione in legge, secondo dinamiche assolutamente incontrollabili, divenendo facile preda non solo e non tanto dei parlamentari, quanto degli stakeholders”. Secondo Cecchetti l'apporto degli stakeholders in un procedimento del genere rischia di essere lesivo persino per i loro stessi interessi: “i grandi stakeholders, grazie alla loro forza organizzativa e di pressione, assalgono letteralmente il decreto legge durante il lavoro delle Commissioni parlamentari, soprattutto perché posti per la prima volta di fronte a un testo normativo che non hanno avuto il tempo di valutare in precedenza e che spesso, magari, si rivela erroneo (perché le soluzioni normative non sono state compiutamente istruite nella fase di gestazione del decreto legge) o semplicemente disallineato rispetto alle loro esigenze”. Il risultato è paradossale: “Non è affatto infrequente che anche gli stessi soggetti che dovrebbero trarre un beneficio da una determinata norma si presentino in Parlamento lamentando che quella norma provocherà loro un danno o un pregiudizio, chiedendo di riscriverla in altro modo; e magari interviene poi un altro soggetto, che si oppone, facendo presente che si sta concedendo un beneficio ad altri, ma si stanno al contempo ingiustamente (o anche inutilmente) sacrificando i suoi interessi”. Le leggi (purtroppo) ordinarie Anche sull'iter delle leggi ordinarie, che affrontano il loro iter senza procedimenti d'urgenza, non tutto va liscio. Cecchetti, ricorda di aver visto in tre anni approvata una sola legge in materia ambientale, ovvero la legge 28 dicembre 2015 n. 221, il “Collegato ambientale”. Il testo, ricostruisce il capo ufficio, nel suo percorso partito il 12 febbraio 2014 e durato ben due anni, è stato completamente stravolto. Intervenendo sulla qualità degli interventi occorsi, l'esperto parte notando le dimensioni delle modifiche: “dai 31 articoli originali si è passati ai 79 della legge approvata”. Dimensioni fisiche “che rendono plasticamente ragione della seria difficoltà di dare un giudizio positivo della resa del procedimento legislativo parlamentare in termini di efficienza nella produzione di decisioni razionali e ben istruite”. Le modifiche arrivano così ad annullare la fase istruttoria approntata dal governo, portando ad un'elaborazione figlia di “un ambito decisionale che – soprattutto in relazione ai contenuti tecnici – si rivela incontrollabile e non dominabile”. Oltre che privo delle necessarie basi giuridiche. Questo perché in Parlamento mancherebbero una regia e un adeguato expertise tecnico: “anzi, se questo c'è – paradossalmente – è proprio quello dell'ufficio legislativo e delle strutture di linea del Ministero”. Una commistione tra poteri, legislativo ed esecutivo, su cui bisognerebbe riflettere: “Il tutto con le evidenti ripercussioni che un simile fenomeno inevitabilmente produce sul piano della corretta imputazione e distinzione delle responsabilità, e dunque, più in generale, sul piano della stessa concreta configurazione della forma di governo”. Conclusione Tutte argomentazioni che chiunque segua, anche solo come osservatore, l'iter di formazione delle norme in Italia trova quasi banali. Argomentazioni che dovrebbero essere affisse sulle porte di tutte le direzioni generali dei ministeri e di tutte le commissioni parlamentari. E che invece hanno provocato il “disappunto” di diversi componenti della commissione Ambiente del Senato. Disappunto manifestato lo scorso primo marzo perché l'articolo era “lesivo della onorabilità del Senato della Repubblica, della professionalità della sua Amministrazione e del lavoro del personale degli uffici legislativi dei Gruppi parlamentari”. Il senatore Stefano Vaccari (PD), prosegue il resoconto della seduta della commissione, “ringrazia il presidente Marinello per l'impegno profuso nella risoluzione dello spiacevole episodio, che ha ingenerato imbarazzo nei componenti della Commissione e nelle strutture tecniche del suo Gruppo”. Secondo Vaccari “alcune considerazioni contenute nell'articolo in parola non erano corrispondenti all'impegno profuso dalla Commissione e alle modalità con cui si è lavorato sul disegno di legge n. 1676, cosiddetto “collegato ambientale”” e “svalutati risultavano il ruolo del Parlamento nel rapporto dialettico con l'Esecutivo e il contributo dell'Ufficio legislativo del Gruppo del Partito democratico”. Forse la forma utilizzata nell'articolo poteva apparire poco rispettosa delle prerogative e dell'onorabilità del Senato. E, si sa, in democrazia la forma è sostanza. C'è tuttavia da sperare che la sostanza delle argomentazioni di Cecchetti non venga cestinata come il suo articolo.

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