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Tra il diritto di portare armi e la scelta di fumare. NRA e Big Tobacco a confronto
Scritto il 2016-11-29 da Redazione su World

(Paolo Pugliese) Lobby del tabacco e delle armi sono spesso associate per la loro spregiudicatezza e per le tattiche anticonformiste che attuano nei confronti del decisore pubblico e dei consumatori – per un simpatico approfondimento, si pensi a Thank You For Smoking, film nel quale lobby del tabacco e delle armi sono associati a quella delle alcoolici nel gruppo dei “mercanti della morte”. Ma si assomigliano meno di quanto si possa credere

L'aumento delle sparatorie di massa negli ultimi anni ha portato a numerosi appelli per la riforma della normativa in tema di possesso di armi da fuoco: l'opposizione dell'NRA, l'associazione che rappresenta gli interessi dei sostenitori del porto d'armi, è stata forte e sentita in vasti segmenti della società americana. Dato che la NRA ha impiegato alcune delle stesse strategie precedentemente utilizzate da Big Tobacco, alcuni commentatori hanno suggerito di utilizzare lo stesso modello per indebolire i gruppi pro armi. Prima del 1964, le sigarette erano ampiamente usate da tutti gli americani e costituivano una parte centrale dell'American Life. In un capitolo del libro del 1998 Ashes to Ashes: The History of Smoking And Health, il professore di Harvard Allan Brandt scrisse che la sigaretta era una presenza costante nel panorama culturale americano […] e l'uso di tabacco rompe le barriere socio-economiche, di genere, razza ed etnia. Gli americani però sapevano molto poco dei danni causati dal fumo, i dottori non erano a conoscenza dei potenziali effetti dannosi e non videro minacciata la salute della maggior parte dei fumatori. Nel 1964 il Chirurgo Generale degli Stati Uniti, il più importante portavoce nazionale in ambito di salute pubblica, produsse un report che stabilì definitivamente che le sigarette causavano danni al corpo umano, concludendo che fumare sigarette è un rischio per la salute di tale importanza negli Stati Uniti da giustificare appropriati correttivi. Il pubblico fu profondamente scosso dall'apprendere informazioni precedentemente ignote e il Congresso approvò leggi più dure sulle ripercussioni del fumo sulla salute. Come risultato del report del Chirurgo Generale e delle riforme che ne seguirono, dal 1964 il numero dei fumatori negli Stati Uniti è costantemente calato, passando dal 42.4% degli adulti nel 1965 al 16.8% nel 2014.

A differenza del tabacco – usato in ogni parte d'America da tutti gli americani – solo una piccola frazione di americani possiede armi ed è sensibile al tema: inoltre la maggioranza dei detentori di armi è inquadrabile in specifici gruppi demografici. Secondo uno studio del 2013 del Pew Research Center il 31 percento degli americani bianchi possiede armi rispetto al 15% degli afroamericani e l'11% degli ispanici; i sostenitori del diritto di portare armi hanno la tendenza a votare Repubblicano e ad essere conservatori. In aggiunta a queste ricerche, gli Stati Uniti hanno vissuto varie esperienze di sparatorie di massa: tra il 1966 e il 2012, quasi un terzo dei mass shooting a livello mondiale sono avvenute negli USA.

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Le leggi sul tabacco e quelle sulle armi

La riforma delle leggi sul tabacco fu presentata semplicemente come una misura per tutelare la salute pubblica: il governo, nell'opporsi alla diffusione delle sigarette, stava proteggendo la salute degli americani. Al contrario, il dibattito sulle armi è legato a doppio filo all'interpretazione della Costituzione. Secondo un sondaggio Gallup, nel 2008 il 73% degli americani riteneva che il Secondo Emendamento garantisse il diritto degli americani a possedere armi al di fuori di una milizia. Nello stesso anno la Corte Suprema si espresse nello stesso senso in District of Columbia v. Heller. Data la rilevanza costituzionale del dibattito, non deve sorprendere che gli americani pro-armi siano molto attivi politicamente: un sondaggio del 2013 del Pew Research Center ha sottolineato come il 25% dei sostenitori del diritto di portare armi abbiano supportato economicamente un'organizzazione che condividesse la loro posizione, rispetto al 6% dei contrari.

La rilevanza politica del tema del gun control

Il grande senso di appartenenza dei membri dell'NRA, unita ad una grande capacità di spesa, ha fatto sì che i politici più vicini agli obiettivi dell'associazione fossero ricompensati da un grande sostegno elettorale, fornito da una base estremamente fedele ai principi dell'organizzazione e fortemente coinvolta nel dibattito che vi si dipana attorno.

È evidente come la querelle tra sostenitori e oppositori del diritto di portare armi sia diventata molto più che una semplice questione di policy, ma sia arrivata a definire lo stesso orizzonte politico e sociale degli USA: il Secondo Emendamento in un certo senso rappresenta il cuore dello scontro tra conservatori e liberali negli Stati Uniti, fino a fare delle armi un simbolo di libertà, cosa mai accaduta col tabacco.

Pur essendo una realtà profondamente lontana dalle nostre consuetudini sociali risulta evidente come la discussione coinvolga profondamente gli americani, portandoli ad interrogarsi sui motivi del loro sostegno ai decisori pubblici, che non possono tirarsi indietro dall'esprimersi su questi temi scottanti.

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