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Lobbying in Galles, il punto
Scritto il 2016-10-20 da Redazione su Europa

(Francesco Angelone) Le iniziative per la regolamentazione del lobbying stanno coinvolgendo una lista sempre più lunga di assemblee legislative. Non si sottrae a questa tendenza l’Assemblea nazionale per il Galles.

Secondo quanto riportato dal sito dell’APPC (Association of Professional Political Consultants) lo Standards Commissioner, organismo indipendente incaricato di valutare i codici di condotta dei parlamentari del Galles, sta intraprendendo una serie di visite in tutto il Regno Unito per raccogliere testimonianze su come i nuovi sistemi di registrazione per le attività di lobbying stiano funzionando. I risultati saranno presentati nel corso del prossimo mese e successivamente sarà avviata una consultazione pubblica. Nel frattempo, nel pomeriggio del19 ottobre in una sessione plenaria del Senedd, il Parlamento gallese, il deputato del Plaid Cymru (Partito del Galles) Neil McEvoy ha introdotto un dibattito sul lobbying in Galles. Questa attenzione sul ruolo dei lobbisti professionisti dovrebbe essere ben accolta, in quanto è un opportunità per il settore per garantire che i piani di regolamentazione del lobbying in Galles seguano la lezione dei procedimenti e del registro già operanti a Westminster.

Il registro

L’APPC ha costantemente sostenuto che con qualsiasi nuovo registro ci debba essere una parità di condizioni valide per tutti i lobbisti - sia quelli che operano in-house che all'interno delle agenzie specializzate in attività di lobbying. Una ricerca condotta dall’APPC nel Parlamento di Westminster ha dimostrato che la stragrande maggioranza degli incontri ministeriali sono con rappresentanti in-house e non con lobbisti per conto terzi. È fondamentale, quindi, che nel garantire il necessario accesso alle informazioni, le società non debbano affrontare obblighi di comunicazione eccessivamente gravosi per rispettare livelli di trasparenza potenzialmente dannosi. C'è, poi, la questione dei costi. A Westminster i lobbisti devono pagare una quota di iscrizione annuale di 1000 sterline, mentre in Scozia, dove è previsto che il registro cominci ad operare dall’inizio del 2017, tali costi non sono previsti. Il Registro scozzese è progettato per coprire tutti i lobbisti professionisti del Regno Unito – sia che lavorino per un ente di beneficenza, un'impresa o una società di public affairs. L’imposizione di una quota di iscrizione in un sistema che copra tutti i lobbisti sarebbe difficile da giustificare - in particolare per le piccole associazioni del terzo settore. Infine, vista l’adozione per legge di un registro presso il Parlamento scozzese e quello di Westminster, i policy-makers di tutte le nazioni del Regno Unito dovranno pensare a come rendere possibile il rispetto di tali diversi registri.

L’opinione dei lobbisti

L’auspicio dell’associazione dei Political Consultants è che le discussioni in corso presso il Parlamento gallese circa l’attività di lobbying riflettano su queste esperienze in modo che eventuali futuri progetti di regolamentazione in Galles affrontino i problemi e gli errori che si sono verificati nella regolazione di altre istituzioni del Regno Unito, e che ogni iniziativa portata avanti per migliorare la trasparenza sia pratica ed equa.

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