NEWS
Flick (ex giudice della Consulta): «Sulle lobby è ora di legiferare»
Scritto il 2016-04-03 da Redazione su Interviste

«Prendo atto della richiesta di una maggiore trasparenza nei rapporti tra politica e interessi privati, e la condivido pienamente. Reputo per esempio che una seria regolamentazione dell’attività lobbystica sia ben più che auspicabile, infatti è stata più volte tentata, senza esito. Ma attenzione: i nostri problemi non possiamo immaginare di risolverli solo con le leggi. Il vero cambiamento, prima che con le norme, avviene con l’affermazione di una autentica e diffusa cultura della reputazione, da parte di chi ricopra incarichi nella gestione dello Stato».

Per Giovanni Maria Flick, classe 1940, il diritto è pane quotidiano da mezzo secolo. Magistrato, poi avvocato penalista, professore ordinario di diritto penale, quindi il passaggio nel cuore delle istituzioni come Guardasigilli nel primo governo Prodi e successivamente la nomina nella Corte Costituzionale che ha poi presieduto tra il 2008 e il 2009. Flick non entra nel merito della vicenda Guidi, che è al vaglio della magistratura, ma fornisce le sue riflessioni su alcuni aspetti che la questione solleva.

Presidente Flick, le dimissioni del ministro Guidi pongono certamente il tema del conflitto tra interessi privati e decisione politica.

«Un tema ahimé ricorrente nella nostra storia, se già Giolitti sosteneva che “le leggi per gli amici si interpretano, per tutti gli altri si applicano”. Tuttavia dobbiamo considerare le ultime, giuste modifiche che sulla corruzione sono state introdotte, anche con riferimento alla nuova fattispecie di reato del “traffico di influenze” che dovrebbe consentire di bonificare quella zona grigia dove informazione e pressione rischiano di produrre illecite sovrapposizioni. Parliamo però di norme che in principio possono funzionare, ma in concreto, essendo molto recenti, devono ancora offrire una dimostrazione di come funzionino».

Si parla di necessità di regolamentare le lobby. Che ne pensa?

«Il nostro Paese ha una struttura assai corporativa, dove sono cresciuti numerosi corpi intermedi. Che compiono una attività giusta e doverosa, se lecita, di informare e comunicare i problemi e i bisogni della propria categoria. È evidente che invece la pressione contra legem va sanzionata, per quanto sia però sempre molto difficile da dimostrare; inoltre il giudice penale non può sindacare sulle decisioni assunte dal Parlamento, che è sovrano. Se l’influenza diventa condizionamento, e l’opera di rappresentanza scivola nella corruzione o nel millantato credito o nel traffico di influenze, siamo davanti a un problema da risolvere. Ma è bene fare molta attenzione».

Si spieghi.

«La richiesta di trasparenza è bene non si risolva in una operazione puramente burocratica in cui dall’opacità si passa al suo polo opposto del sovraccarico di informazioni. Gilbert Keith Chesterton, che molti ricorderanno per l’invenzione di Padre Brown, diceva che il modo migliore per nascondere un cadavere sia un campo di battaglia, per un sasso una spiaggia, per una foglia una foresta. Ecco, evitiamo che si possa nascondere un’informazione utile in una foresta di informazioni inutili».

Occorrerebbe o no allora secondo lei una legge? 

«Ben vengano le leggi, a patto però di ricordarci di quelle che già abbiamo. Il punto non è tanto intervenire sui reati, ma come non arrivare ai reati. Si dovrebbe riuscire a instaurare una “cultura della reputazione” rifacendoci alle regole auree della nostra Costituzione sui pubblici funzionari, stabilite nell’articolo 54, in cui si parla del “dovere di essere fedeli alla Repubblica” e dovere di adempiere alle funzioni pubbliche con “con disciplina ed onore”, nel 97 dove si stabilisce l’obbligo del “buon andamento, della legalità e l’imparzialità dell’amministrazione”, nel 98, dove il servizio alla Nazione è il primo principio esclusivo per chi abbia incarichi pubblici».

Come si può intraprendere un controllo e una tutela di questi principi? 

«Il controllo avviene attraverso un’azione triplice: un’azione personale, in cui il metodo è dettato dalla propria coscienza, e di coscienza purtroppo o per fortuna ognuno ha la sua; istituzionale, e sappiamo che la nostra pubblica amministrazione e la nostra giustizia non funzionano sempre esattamente come dovrebbero; e, soprattutto direi, sociale, cioè attraverso la pubblica opinione. A patto che abbia i giusti strumenti per conoscere e quindi per decidere».

A che si riferisce?

«Ad esempio, uno delle conseguenze preoccupanti della vicenda giudiziaria sul petrolio lucano che ha portato alle dimissioni del ministro Guidi è la sovrapposizione polemica che si cerca di fare con il referendum del 17 aprile sulle trivellazioni in mare. Cercare e stabilire un legame tra queste due questioni in sé diverse mi sembra sbagliato. Devo confessare che nemmeno io sento di avere una esatta cognizione del quesito proposto nella consultazione. Immagino che valga per molti milioni di italiani, cui intanto andrebbe spiegato per bene che se volessero dire sì dovrebbero scegliere il no, e viceversa naturalmente».

In autunno ci aspetta un altro referendum.

«Che è ancora un’altra partita, totalmente diversa e più importante».

Qual è la sua opinione al riguardo?

«Trattandosi di una riforma costituzionale, ci sarebbe da fare un più lungo discorso. Sento però di dire che mi ha destato perplessità questo ridisegno della struttura costituzionale. Intanto perché credo che il primo passo di una vera riforma della Carta sia rileggerla, perché spesso vi si trovano già le risposte che si cercavano nel modificarla. Inoltre non ho condiviso come il dibattito sia stato più politico che giuridico: ci sono i voti oppure no, che maggioranza c’è… Un referendum costituzionale non può trasformarsi in una valutazione sull’operato di un governo: per quello ci sono le elezioni. Inoltre il modo in cui si è superato il bicameralismo perfetto rischia di produrre conflitti tra la Camera e questo nuovo Senato a investitura mista, il tutto poi aggrovigliato a questa nuova legge elettorale chiamata Italicum. Senza contare il mancato chiarimento dei rapporti Stato-Regioni. Ripeto: ho qualche perplessità».

Fonte: Il Mattino - http://goo.gl/rdiYHE

 

 

Articoli Correlati
Professionisti oppressi da montagne di documenti e dalla burocrazia che comporta l'interazione con gli uffici giudiziari? In vostro aiuto arriva GenIUS di Astalegale.net, il software conveniente e semplice pensato per snellire e facilitare le procedure del Processo Civile Telematico (PCT). Società leader in Italia nel settore della pubblicità legale e nell'informatizzazione delle procedure esecutive e concorsuali, Astalegale.net ha messo ha frutto l'attività pluriennale svolta presso diversi Tribunali per sviluppare un gestionale dedicato ad avvocati, commercialisti, agronomi e periti a vario titolo operanti con i Tribunali d'Italia, che consente la redazione di documenti e il loro deposito con valore legale (ovvero con certificato di ricezione dalla cancelleria) e in modo telematico e prevede numerose altre funzioni di grande utilità per i professionisti. Come spiegato nel video di presentazione del software, GenIUS permette infatti di liberarsi di carta e incombenze e di ottimizzare i tempi con un servizio all in one che dà la possibilità di consultare, inviare, archiviare e delegare atti e documenti e di gestire la fatturazione alla PA e il pagamento delle spese di giustizia completamente per via telematica, appoggiandosi a un unico ambiente. In particolare, il gestionale di Astalegale.net risponde all'esigenza prevista dalla nuova normativa secondo la quale tutte le fatture per la PA devono essere in formato elettronico, ricercando automaticamente gli enti ai quali emettere le fatture, inoltrando queste ultime al sistema ministeriale per la validazione, monitorandone la convalida e conservandole a valore legale per 10 anni come richiesto. Per quanto riguarda le spese di giustizia, invece, oltre a permettere di effettuare i pagamenti in modalità telematica, GenIUS consente anche di ricercare le ricevute direttamente nei registri di cancelleria. Inoltre, il sofwtare di Astalegale.net è web based senza installazione, prevede la funzione backup per tutto, non richiede aggiornamenti e può essere utilizzato da qualsiasi dispositivo, anche mobile. Last but non least, GenIUS è semplice da utilizzare grazie a un wizard che spiega tutti i procedimenti, a una guida online sempre aggiornata, a un numero verde dedicato e a un team di specialisti dislocato presso 60 Tribunali che offre un'assistenza diretta puntuale e qualificata. Maggiori informazioni su GenIUS e su tutti i servizi e le attività di Astalegale.net sono disponibili sul sito infogenius.astalegale.net. Sponsored by Astalegale

Imprese - Comunicablog

"Ti lascio. Da oggi merito di più": è questo il nuovo slogan della campagna pubblicitaria Samsung che punta tutto sui nuovi tablet Galaxy Tab S e Galaxy Note Pro e invita i propri utenti a mettere da parte i propri vecchi PC. Per questo motivo ha indetto un'iniziativa che mette a disposizione un buono sconto per l'acquisto di uno di questi prodotti. I consumatori potranno lasciare sul sito dell'iniziativa www.tilascio.com un messaggio di addio per il proprio computer oppure una foto che testimoni in che modo il vecchio dispositivo è stato riutilizzato o riciclato. Per tutti i partecipanti Samsung rilascerà un buono sconto da 150 euro che potrà essere usato, dal 18 fino al 30 settembre, nei punti vendita convenzionati, per l'acquisto di un Galaxy Note Pro o Galaxy Tab S. Quest'ultimo rappresenta una vera e propria innovazione del mondo dei tablet professionali. Con schermo Super AMOLED da 10.5", processore Octa Core da 1.9 Ghz, 3 GB di RAM e memoria interna da 16 GB (espandibile fino a 128 GB tramite MicroSD) è un vero e proprio gioiello, perfetto sia per l'utilizzo quotidiano che per quello professionale. Per visionare tutte le informazioni sull'iniziativa di Samsung e le pagine tecniche dedicate ai nuovi tablet potete collegarvi al sito ufficiale  Potrete lasciare i vostri messaggi e leggere quelli già mandati dagli altri consumatori che hanno deciso di "lasciare" il proprio PC per aprirsi alle nuove tecnologie proposte da Samsung. Di seguito vi mostriamo uno dei simpatici video realizzati da Samsung che mostra come è possibile riciclare il vostro vecchio Pc, ma soprattutto come il nuovo Galaxy Tab S sia adatto anche all'utilizzo da parte dei più piccoli grazie alla comodissima "Kids Mode" che impedirà ai vostri figli di mettere mano sui vostri file e cartelle personali. L'iniziativa di Samsung è anche Social: (se volete partecipare potete) condividete il video utilizzando l'hashtag ufficiale #tilascio che Samsung ha dedicato al progetto! Sponsored by Samsung Italia

Imprese - Comunicablog

LOBBYINGITALIA
NEWS