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Il lobbying dei (e per) i buoni
Scritto il 2016-01-09 da Redazione su Europa

(Francesco Angelone) L’attività di lobbying come indicatore di deficit democratico e come strumento per restituire nelle mani dei cittadini il potere decisionale. Sembrerebbe una contraddizione in termini ma non lo è se a cambiare è il soggetto di tale attività. È quello che sostiene la Wake Up Foundation, organizzazione no-profit impegnata, con la campagna Wake Up Europe!, nel tentativo di ridistribuire in maniera più equa il potere politico in favore dei cittadini. La fondazione, presieduta e guidata dalla giornalista e regista italiana Annalisa Piras e dal giornalista inglese Bill Emmott, co-autori del documentario Girlfriend in a Coma uscito nel 2012, nasce proprio con l’intento di sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo le “pericolose tendenze attualmente in corso nelle società occidentali”.

La campagna Wake Up Europe! scaturisce da un secondo docu-film diretto dalla Piras ed uscito nel 2015, The Great European Disaster Movie, che affronta il tema della crisi europea. Nel documentario, ambientato in un futuro prossimo, l’Unione Europea è solo un ricordo. Su un aereo che affronta turbolenze durante il volo e che non riesce ad atterrare su nessuna pista, un archeologo (scelta emblematica) spiega ad una bambina di essere in ritardo per una conferenza sull’Unione Europea nella quale deve intervenire. La bambina gli chiede cosa sia l’Unione Europea e a quel punto comincia un viaggio nel passato, un passato dove i nazionalismi e gli indipendentismi hanno messo la parola fine al sogno dei padri fondatori. L’Europa oggi, secondo il team di Wake Up Foundation, è a rischio implosione e lo è soprattutto per la scarsa consapevolezza dei cittadini su quanto sta accadendo.

Il lobbying allora che ruolo ha in tutto ciò? In un contesto politico come quello dell’Unione Europea, che appare a molti troppo poco trasparente e distante dai cittadini, che non vedono come poter entrare in contatto con le istituzioni europee, cresce lo spazio per il corporate lobbying che finisce per dominare il processo legislativo. Tanto ignari sembrano essere i cittadini dei diritti forniti loro dalla legislazione europea quanto consapevole il mondo degli affari sembra essere dei propri.

Bruxelles, il luogo dove vengono prese le decisioni, è chiaramente una postazione privilegiata per osservare quanto accade in Europa. Nella capitale del Belgio e d’Europa sono attivi circa 30 mila lobbisti se si contano anche quelli non iscritti al Registro per la trasparenza di Commissione e Parlamento, un esercito pari per numero solo a quello dello staff in servizio presso la Commissione europea. Figurano in questa stima anche le ONG, spesso mal equipaggiate per rappresentare gli interessi dei cittadini europei per carenza di personale, per la natura stessa degli interessi che devono rappresentare e per il budget di cui dispongono. Ne consegue che, seppure parlino a nome di molti, la loro voce non arriva forte come quella della di pochi più attrezzati alle orecchie dei decisori pubblici europei.

Oggi, però, per sovvertire questa tendenza i cittadini hanno a disposizione una serie di strumenti forniti dalla rivoluzione informatica ma anche uno strumento più tradizionale come quello della collaborazione, anche pro-bono. Negli Stati Uniti è in pieno svolgimento il fenomeno per cui appassionati e volontari qualificati forniscono la propria esperienza, strategie, marketing e risorse umane di cui le organizzazioni hanno bisogno. In Europa il fenomeno, più irregolare e frammentato, sta comunque guadagnando slancio.

the good lobby

Per far incontrare la domanda e l’offerta di know-how, le ONG e i volontari qualificati, la Wake Up Foundation ha istituito The Good Lobby, una piattaforma online dove studenti, accademici e chiunque voglia può fornire assistenza per le attività di advocacy di cui si occupano le ONG. Per mettere a disposizione le proprie skill di diritto comunitario, comunicazione e sviluppo delle policy è sufficiente iscriversi alla piattaforma. Saranno le ONG a rivolgersi alla piattaforma per trovare le competenze di cui hanno bisogno e questa favorirà l’incontro di domanda e offerta e la loro collaborazione.

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