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La rivolta dei lobbisti: «Non siamo criminali» [Il Giornale]
Scritto il 2015-11-09 da lobbyingitalia su Italia

In USA sono autorevoli e legittimati, da noi messi alla gogna. Ecco chi sono.

Esplode il caso Vatileaks e il giorno dopo sui giornali spuntano questi titoloni: «Francesca Chaoqui, la lobbista protetta tra feste con i vip e sfide ai potenti» (il Messaggero). E ancora: «Il prete e la lobbista, la strana coppia» (Il Fatto Quotidiano). A Roma i lobbisti, quelli veri, saltano sulle sedie.

«Mia nonna, classe 1925, che ancora legge i giornali mi ha detto preoccupata: ma tu fai quel lavoro lì? Allora è pericoloso. Si può essere arrestati?», ci dice al telefono Franco Spicciariello, fra i soci fondatori di Open Gate Italia, società romana specializzata in attività di public affairs, regolamentazione e comunicazione strategica. «Noi lobbisti di professione passiamo ore a esaminare testi di legge, bozze, emendamenti e tabelle per valutarne l’impatto economico, industriale e sociale per poi spiegarlo a chi rappresentiamo prima e alle istituzioni poi, cercando di evitare o risolvere problemi, di contribuire alla qualità della legislazione. E siamo professionisti che devono presentare le informazioni sempre in maniera reale e veritiera, altrimenti perdiamo credibilità e accesso, senza cui non potremmo più lavorare». I principali interlocutori? «Politici a tutti i livelli, assistenti parlamentari, capi di Gabinetto, eccetera. Inoltre, siamo i primi a chiedere di avere regole chiare affinché il nostro ruolo, legittimo e operato nell’assoluta trasparenza, non venga più confuso con quello ambiguo dei faccendieri».

Spiegare il lavoro di un lobbista, del resto, non è semplice. «Sono tecnici esperti, capaci di spiegare questioni complesse in maniera chiara e interessante», scrisse J. F. Kennedy sul NY Times nel 1956. Stando alla definizione che ne dà il mondo anglosassone, il lobbista è chi cura gli interessi di terzi nei confronti del decisore pubblico. Si definisce invece public affairs l’insieme di attività – dal monitoraggio alle relazioni pubbliche – che possono anche essere supporto all’attività di lobbying. Le PR invece rispondono ad un’esigenza più generale di far conoscere un servizio, un prodotto o un personaggio attraverso i media o diverse attività di relazione e comunicazione.

Ma qui siamo in Italia, mica in America dove la lobby è legittima, regolamentata e radicata nella cultura nazionale. Nel nostro Paese invece le regole ancora mancano e le revolving doors fra grandi aziende e politica continuano a girare pericolosamente: un funzionario del ministero o di un’Autorità può finire a fare il manager o il consulente in una grande azienda il cui mercato di interesse ha contribuito a regolare e viceversa. Mentre all’estero devono passare anche anni prima di fare il salto da una barricata all’altra.

Da noi è ancora tutto fermo: ad aprile la commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama ha infatti adottato il ddl degli ex Movimento 5 Stelle Luis Alberto Orellana e Lorenzo Battista come testo base per disciplinare il fenomeno. Una proposta che prevede, fra le altre cose, l’istituzione di un “Comitato per il monitoraggio della rappresentanza di interessi” presso il segretariato generale della presidenza del Consiglio, più quella di un «Registro pubblico» al quale non potranno iscriversi i condannati in via definitiva per reati contro lo Stato e la pubblica amministrazione. Nulla si è poi mosso, anche perché il Governo non sembra interessato, nonostante gli annunci del passato.

Ma chi sono i lobbisti italiani più influenti oggi? Facendo un rapido sondaggio nei palazzi romani salta subito fuori un elenco di nomi. Da Francesco Delzio di Autostrade, a Franco Brescia per Telecom (di nota osservanza dalemiana, venne portato in Telecom dall’avvocato Guido Rossi, che lo aveva già chiamato a sé durante il commissariamento FIGC post Calciopoli) e Massimo Angelini direttore Public Relations di Wind, da Pasquale Salzano in quota Eni all’ex deputato di Forza Italia Chiara Moroni in Bristol-Myers Squibb nel farmaceutico, passando per Stefano Lucchini, responsabile della direzione centrale International and Regulatory Affairs di Intesa Sanpaolo.

Altre fonti «quotano» Paolo Bruschi per Poste Italiane, Stefano Genovese per Unipol e sempre sul fronte delle compagnie assicurative Simone Bemporad, direttore comunicazione e relazioni esterne del gruppo Generali. Poi ci sono le società di consulenza come Open Gate Italia, molto presente sul tema banda larga e ICT con l’ex capo delle strategie di Wind Laura Rovizzi, o la più “comunicativa” Reti dell’ex consigliere di D’Alema, Claudio Velardi, fino a Comin & Partners di Gianluca Comin. Altri nomi storici sono quelli di Giuliano Frosini per Lottomatica (ora Gtech) o Fabio Bistoncini di FB & Associati che ha pure scritto un libro («Vent’anni da sporco lobbista») ed è stato il primo in Italia a fondare una società di lobbying occupandosi soprattutto di diritto d’autore.

E le multinazionali? C’è Microsoft, dove Pier Luigi Dal Pino, scuola Procter & Gamble, da 15 anni naviga l’industria dell’ICT per conto di Bill Gates ed è diventato un riferimento per tutte le new entry del settore, mentre nel tabacco si scontrano Alessandro Poggiali di Philip Morris, Valerio Forconi di Imperial Tobacco e ultimo arrivato il rutelliano ed ex Finmeccanica Gianluca Ansalone a BAT. Quanto alle quote rosa, ci sono Veronica Pamio di JTI e Maria Laura Cantarelli di Nexive (ex TNT Post), entrambe ex Presidenza del Consiglio e di frequentazioni lettiane, con quest’ultima da anni al fronte «contro» Poste.

Tutti chiedono chiarezza. E trasparenza. Perchè le lobby all’italiana non diventino un paravento o un alibi della politica e la parola lobbista non sia più una parolaccia da mettere in un titolo di giornale.

La notizia, come spesso capita in questi casi, arriva da un update di LinkedIn: Maria Laura Cantarelli è la nuova Public Policy Operations Manager di Amazon Italia. Amazon, terzo maggior retailer al mondo, è una presenza importante nel mercato italiano, anche a seguito dei notevoli investimenti che hanno portato allo sviluppo dei propri Centri di Distribuzione a Castel San Giovanni (PC), Passo Corese (RI) e Vercelli, e del Customer Service a Cagliari, oltre ad essere presente con i propri uffici corporate a Milano, per un totale di oltre 3.000 persone in tutta Italia. Ed è proprio di questi giorni l’annuncio di ulteriori investimenti in Piemonte e Lombardia. Una presenza sempre più diffusa quindi quella dell'azienda fondata da Jeff Bezos nel 1995. Laureata in legge a Roma Tre, già a capo dei public affairs e della comunicazione di Nexive, primo operatore postale privato controllato da Post NL, Maria Laura Cantarelli ha anche lavorato presso la Presidenza del Consiglio, Gabinetto del Ministro per i Rapporti con il Parlamento - dove è stata delegato del Ministro nell’Osservatorio per l’Analisi dell’impatto della regolamentazione e nel Ciclope, Comitato per la lotta contro la Pedofilia - e presso il Gabinetto del Ministro per le Politiche Europee e Commercio Internazionale. In Amazon riporterà al responsabile Public Policy, Franco Spicciariello, mentre per quanto riguarda le attività specifiche rinviamo alla descrizione su LinkedIn.

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(Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Cristina Antonucci) Il recente intervento che ha introdotto la modifica al regolamento della Camera dei Deputati, con la creazione di un registro pubblico dei portatori di interesse, è una delle modalità più rilevanti di un processo, di natura settoriale (MIPAAF nel 2015, MISE nel 2016) e territoriale (leggi regionali emanate dal 2002 al 2016) di regolazione del lobbying, emerso, in tali forme, in ragione della finora rilevata impossibilità di giungere ad una legge nazionale. A fronte del formato regolativo posto dal sistema istituzionale nei confronti dei gruppi di interesse, tuttavia, è possibile rilevare anche interessanti formati di auto-regolazione, dal basso, da parte dei portatori di interesse. Con l’idea di auto-regolazione, si intende fare riferimento a tutti quei formati di natura non vincolante, ma volti ad affermare la diffusione di norme sociali connesse ad una condizione professionale: la redazione e l’adozione di codici etici; l’impiego volontario di strumenti di trasparenza, tanto nei confronti dei soggetti del sistema politico e istituzionale, quanto nei confronti di ogni altro stakeholder, anche solo potenziale; il coinvolgimento attivo in pratiche di trasmissione di conoscenze tecnico- professionali nei confronti di nuove generazioni; la sperimentazione di modelli di networking aperti e inclusivi, fondati sulla base di elementi di conoscenza e non di mera relazione. In questo senso, l’esperienza di Reti Running con Openlobby, giornata dedicata a diffondere al pubblico, in modo chiaro, la conoscenza delle pratiche operative di lobbying interne all’azienda, ha un valore rilevante non solo a livello comunicativo, ovviando al diffuso ricorso al termine lobby come pratica oscura, ma in una direzione più sostanziale di promozione della cultura della trasparenza nei sistemi democratici. Un’esperienza come Openlobby consente di capire come i rappresentanti di interessi particolari agiscano nelle sedi istituzionali per garantire ai decisori pubblici una migliore conoscenza del tema oggetto di intervento, ma anche di comprendere come il lavoro di lobbying si iscriva all’interno di una cornice pienamente democratica di confronto tra interessi particolari e interesse generale e di come sia necessario valorizzare il tema delle competenze necessarie a svolgere al meglio questa professionalità così ricca e articolata. La promozione della cultura della trasparenza del lobbying, nell’attesa di una disciplina nazionale che stenta ad arrivare, passa anche dall’apertura a questa tipologia di pratiche di auto-regolazione.

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Reti e Running aprono, per il secondo anno, i propri uffici a chi vuole osservare da vicino come lavora un lobbista.  I partecipanti avranno l’opportunità di vivere la giornata tipo del lobbista all’interno degli uffici di una delle maggiori società di Public Affairs e Comunicazione in Italia, confrontandosi con tre professionisti di aziende e con i consulenti di Reti e Running. Troppo spesso il termine lobby viene utilizzato con un’accezione negativa, per indicare una professione oscura e ai limiti della legalità. Nulla di più falso, quello del lobbying è un mondo aperto e trasparente, in cui i rappresentanti di interessi e i loro interlocutori si muovono e lavorano, proprio come tutti gli altri professionisti, all’interno di contesti culturalmente e professionalmente stimolanti.  È per questo motivo che abbiamo deciso di aprire i nostri uffici lunedì 10 aprile alla curiosità degli studenti che si avvicinano per la prima volta a questo mondo. #OpenLobby rappresenta un momento per imparare e ascoltare direttamente da lobbisti di aziende e dai consulenti di Reti e Running cosa significa rappresentare e comunicare gli interessi particolari di realtà italiane e internazionali. Chi è interessato a partecipare a #OpenLobby può registrarsi in una delle 3 fasce orarie: 10.00 - 12.15 10.00 - 10.15 - Welcome coffee 10.15 - 10.45 - Saluti di benvenuto e presentazione di Reti e Running 10.45 - 11.15 - A tu per tu… Gianluca Ansalone, Responsabile Affari Istituzionali e Comunicazione - Area Sud Europa British American Tobacco a colloquio con Mario de Pizzo, Giornalista Rainews24 11.15 - 12.15 - Tour degli uffici 12.45 - 15.30 13.00 - 13.30 - A tu per tu… Giuliano Frosini, Public Affairs Director Lottomatica a colloquio con Andrea Picardi, Giornalista Formiche 13.30 - 14.30 - Presentazione di Reti e Running e pranzo 14.30 - 15.30 - Tour degli uffici 16.00 - 18.30 16.00 - 16.30 - Welcome coffee 16.30 - 17.00 - Saluti di benvenuto e presentazione di Reti e Running 17.00 - 17.30 A tu per tu... Francesco Delzio, Direttore Relazioni Esterne, Affari Istituzionali e Marketing (Executive Vice President) del gruppo Atlantia e di Autostrade per l'Italia a colloquio con Carlo Puca, Giornalista - Panorama 17.30 - 18.30 Tour degli uffici 18.45 - 19.45 #LobbyHour: l'aperitivo dei lobbisti (evento aperto ai partecipanti di tutte e tre le fasce orarie) I posti sono limitati, essendo l'evento a numero chiuso. E' necessario registrarsi inviando un’email a Matteo La Stella - m.lastella@retionline.it - con il tuo cv segnalandoci la tua preferenza di orario.

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