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Scozia, il Governo apre una consultazione su un ddl lobbying (PR Week)
Scritto il 2015-06-10 da Redazione su Europa

Il Governo scozzese ha avviato un processo di consultazione su proposte volte a introdurre un Lobbying Transparency Bill.

Il Governo vuole introdurre un registro dei "lobbisti che si incontrano direttamente con i membri del Parlamento scozzese e ministri scozzesi", si legge in un comunicato.

Lo Standards, Procedures and Public Appointments Committee del Parlamento scozzese ha condotto uno studio sul lobbying, i cui risultati sono stati pubblicati nel mese di febbraio.

Il suo compito era quello di verificare se ci fossero problematiche, reali o percepite, in merito all’attività di lobbying e, in caso affermativo, come questa potesse più efficacemente essere indirizzata, in che misura un registro dei lobbisti avrebbe potuto aiutare questo processo, che cosa un tale registro avrebbe dovuto riguardare e come sarebbe stato utilizzato in pratica, e infine se fossero necessari altri passi per migliorare la correttezza e la trasparenza in questo settore.

Nelle sue conclusioni, il Comitato ha dichiarato che dovrebbe essere istituito un registro al fine di rendere l'attività di lobbying "più trasparente e accessibile al pubblico".

Il registro proposto coprirebbe le attività di lobbying “significative”, definito quello in cui le organizzazioni o hanno attuato il contatto con i politici o speso ingenti risorse in attività di influenza.

Il Governo ha dichiarato di invitare a rilasciare commenti sulle proposte fino al 24 luglio da tutte le parti interessate.

Nella sua risposta, APPC Scotland (associazione che raggruppa lobbisti e consulenti per le relazioni istituzionali che operano in Scozia) ha affermato il modo più conveniente per garantire partecipazione e trasparenza del lobbismo sarebbe pubblicare, da parte di ministri, funzionari pubblici e parlamentari scozzesi, le sezioni salienti dei loro diari ufficiali.

La APPC sosterrebbe l'introduzione di un registro solo se applicato ugualmente anche a tutti coloro che "fanno attività di lobbying a titolo professionale", tra cui gli studi legali, le società di consulenza e i think-tank.

Tuttavia, la APPC ha inteso "fondamentalmente contrario in linea di principio e nella pratica" includere su un nuovo registro le informazioni finanziarie.

Peter Duncan, presidente di APPC, ha detto: "APPC ei suoi membri sostengono ogni misura ragionevole per migliorare e garantire la trasparenza del processo politico. Ogni registro obbligatorio dovrebbe cercare di raggiungere questo obiettivo, ma in maniera proporzionata, in modo che non diventi eccessivamente oneroso per il settore".

L'Associazione per i Public Affairs scozzesi ha anche accolto con favore la proposta di "parità di condizioni", includendo tutte le organizzazioni che fanno attività di lobbying, e ha detto che non ci dovrebbe essere eccenzioni.

Alastair Ross, segretario dell'Associazione, ha aggiunto: "Vogliamo anche vedere uno schema che sia proporzionato, e quindi la registrazione di riunioni, piuttosto che chiamate telefoniche, e-mail e altre attività di public affairs, sembra un requisito ragionevole”.

"Tuttavia, ci mancano ancora dettagli su punti come ciò che costituisce “significativa attività di lobbying” o lobbying “minore”, e le sanzioni penali che i ministri hanno in mente quando si parla di un regime “con denti sufficienti”.

"Ci sono una serie di contrasti con il Registro del Regno Unito, non da ultimo che la Scozia di proporre un registro che non comporta spese sul bilancio. Regno Unito e Scozia impareranno ognuno dell’esperienza dell’altro?"

Fonte: PR Week

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