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I lobbisti per legge in Parlamento (TheFrontPage.it)
Scritto il 2015-02-11 da lobbyingitalia su Italia

Colleghi lobbisti, tutto bene ma… cominciamo a sembrare una compagnia di giro. Una ventina di professionisti sono stati chiamati in Parlamento a dire la loro sul lavoro che sta facendo la prima commissione del Senato, per riunire in un solo progetto di legge la regolazione dell’attività lobbistica.

Ne rendono conto Public Policy e Lobbying Italia, i Senatori presenti (tra loro, la Presidente Anna Finocchiaro), il Senatore  Roberto Kociancich e il relatore  Francesco Campanella, che sono apparsi attenti, curiosi e interessati. I DDL abbinati al AS 281 sono tanti, di tempo ne è passato tantissimo, anche per l’Italia. Ci sono state leggi regionali, decreti ministeriali e tante promesse. Ormai la questione non è quella di un riconoscimento professionale: le leggi anticorruzione e per la trasparenza sono talmente diffuse e intricate, da rendere la modulistica e gli obblighi contrattuali in materia di conflitti più spessa di un manuale di manutenzione aerea. I regolatori arrivano dopo.

Intanto però i decision maker sono influenzati dai media (un po’ meno), dai Social Media (sempre più), dalla magistratura (come prima) e dai lobbisti “di stato”; insomma più da “queste” lobbies che dagli elettori o da lobbisti di professione. Troppo spesso anche i Parlamentari si sentono deboli e incerti, in tempi di tsunami regolatorio. Ma le cose stanno cambiando, proprio perché la politica sta riprendendo peso.

La mia paura è che una discussione fatta di ceppi alle “sliding doors” e di paletti per definire l’ “ordine” citrullo dei lobbisti, sia vecchia e inutile. Il problema centrale è la trasparenza, la parità di accesso ed i conflitti di interesse in atto. Come c’è stato detto anche al Senato dalla stessa Finocchiaro: i Parlamentari sanno benissimo cosa è una campagna di lobbying, e il senatore Kociancich ha espresso il dubbio che volessimo indicare un recinto. Ricordandoci che sono tanti gli eletti che “rappresentano” più una categoria che l’interesse generale, ed anche per questo vengono eletti. Già, i sindacalisti presidiano le commissioni lavoro, gli avvocati e i magistrati (insieme) quelle di giustizia e sugli Ordini, i farmacisti, che pure dovrebbero non rappresentare insieme l’Ordine e i vigilati, contano più delle multinazionali farmaceutiche.

I dirigenti pubblici, poi, sono uniti in sindacati reali e de facto che presidiano tutto. Abbiamo avuto un consulente gratuito che usava le facilities del Parlamento per esercitare, ed un parlamentare europeo tedesco che è ufficialmente consulente retribuito anche dei gruppi per cui presenta mozioni. Chi svolge un ruolo di supporto alla rappresentanza, allora, più che metter recinti e sanzioni, dovrebbe imparare a far politica anche per chi non la sa fare, a convincere i clienti ad esser policy maker più che trick maker. Emendamenti, inserzioni malandrine in provvedimenti omnibus ci saranno a lungo. La legge Severino ed il cretinismo informativo ci spacceranno ancora per faccendieri e trafficanti, ma intanto va fatta un’opera di educazione e comunicazione reciproca.

Gli alfieri del “fuori i lobbisti”, del resto, sono assititi da un “lobbista ombra” che è proprietario della Casaleggio e Associati, ma protestano perché funzionari della Camera o del Governo svolgano corsi, presso società private, di drafting legislativo. Forse dovrebbero andarci a lezione! E dovrebbero far seguire alle parole i fatti, visto che anche questa parte politica aveva promesso regole, e per ora ha ottenuto restrizioni che lasciano il passo, col sistema dei tesserini amici, solo ai “sottobraccisti” di sempre.

Il ruolo dei parlamentari non è svilito dall’ascolto di interessi privati. Gli stessi parlamentari a 5stelle scrivono giustamente alle aziende della loro zona, il ruolo è semmai svilito dalla mancanza di trasparenza, dall’assenza di un “levelled field”, e questo può darlo solo un Freedom of Information Act, un Parlamento che funzioni meglio ed una maggiore apertura e reciprocità. Sì, apertura. Fate una legge se volete, regolate, risconoscete, ma soprattutto apritevi, gentili rappresentanti del popolo, ascoltate. Impariamo tutti che interessi diversi debbono confrontarsi affinché i decisori possano decidere con consapevolezza. Il diritto a informare e influenzare lo stabilisce la Costituzione.

Solo abbattendo le barriere i lobbisti saranno consulenti strategici. Solo con la trasparenza e con l’interazione fra cittadini ed interessi che gli eletti potranno decidere in piena indipendenza e alla luce del sole. Altrimenti, lobbisti e decisori saranno entrambi grigi e opachi passacarte del nulla.

Massimo Micucci

Ps: sui Ddl presentati trovate trovate qui e qui le nostre idee e proposte.

Link: http://www.thefrontpage.it/2015/02/11/i-lobbisti-per-legge-in-parlamento/

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