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Il PD: «Casaleggio ha fatto lobbying per aumentare i clic ai suoi siti?»
Scritto il 2014-02-05 da lobbyingitalia su Italia

Alcuni deputati Pd chiedono chiarimenti sulle attività del guru in stretta connessione con le rivolte in aula e scrivono alla Boldrini

Casaleggio lobbista? È quello che chiedono alcuni deputati Pd che hanno inviato una lettera congiunta al Presidente della Camera Laura Boldrini. «Gianroberto Casaleggio visita la Camera e subito dopo il Gruppo del M5S da vita a condotte politicamente e mediaticamente clamorose, spesso in violazione del Regolamento della Camera. Il sito beppegrillo.it. fa il boom, con conseguente aumento vertiginoso dei ricavi garantiti dagli inserzionisti del blog. Ho scritto al Presidente della Camera insieme ai colleghi Massimiliano Manfredi e Giorgio Piccolo, per denunciare il conflitto d’interesse nel Movimento 5 Stelle», comunica Michela Rostan del Pd.

CASALEGGIO IN CONFLITTO? – Il documento segnala passaggi precisi puntando il dito contro alcuni siti che curano l’informazione a 5 Stelle:

Tali condotte si sono verificate in concomitanza con l’intensificarsi delle visite dell’imprenditore Gianroberto Casaleggio, titolare e fondatore della CASALEGGIO ED ASSOCIATI SRL (azienda operante nel campo del marketing on line) al Gruppo Parlamentare del Movimento 5 Stelle, presso la Camera dei Deputati.
Le visite del predetto imprenditore non sono mai state rese pubbliche, né nei contenuti, né nelle motivazioni, né, cosa più significativa, per quanto concerne il tipo di rapporto tra questi ed i Deputati appartenenti al Gruppo M5S.
Ciò che rileva, invece, è che l’azienda sopra richiamata, sarebbe proprietaria, direttamente o indirettamente del sito beppegrillo.it e dei siti lafucina.it e tzetze.it.

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LA NORMA – I deputati proseguono:

Tali siti, a seguito di tali plateali condotte, hanno registrato picchi di visite senza precedenti, con conseguente aumento vertiginoso dei ricavi garantiti dagli inserzionisti del blog, anche attraverso il sistema del c.d. “advertising pay per clic”. Tali circostanze sollevano numerosi e quanto mai necessari interrogativi, che trovano una sicura accentuazione nella mancanza, allo stato, di una normativa ad hoc regolante l’attività di lobbying nel nostro Paese, quella stessa attività che, parrebbe evidente, lo stesso Casaleggio ha operato in proprio favore ed in favore delle proprie aziende di marketing. Va, intanto, chiarito se e come gli introiti, voluminosi, del sito beppegrillo.it e quelli delle società controllate, possano costituire, in buona sostanza, una forma indiretta di finanziamento al partito del Movimento 5 Stelle ed in caso affermativo, se le modalità prescelte siano conformi ai principi normativi vigenti in materia.

Fino alla domanda finale…

Ed una volta affermato questo, non sarebbe opportuno verificare se tali condotte tenute da Gianroberto Casaleggio integrino la fattispecie di cui all’art. 346 – bis del codice penale, che disciplina il c.d. “traffico di influenze illecite”? Non sarebbe opportuno verificare di quali vantaggi economici e patrimoniali Gianroberto Casaleggio starebbe beneficiando in concomitanza degli ultimi avvenimenti e scontri verificatisi alla Camera dei Deputati, a seguito delle intemperanze dei Grillini? In altre parole, Gentili Colleghi, quanto e chi ci guadagna ad ogni aumento dei contatti e delle visite ai siti internet di Casaleggio e Beppe Grillo, successivo alle caotiche e rivoltose condotte dei Deputati Grillini in Parlamento?

L’intero documento qui:

Lettera Boldrini
Fonte: Giornalettismo

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