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Revolving door: il problema del 'cooling off'. Parte 1/2
Scritto il 2014-01-12 da Lucia Mosca su Europa

Ronald Pofalla, 54 anni, ormai ex Capo di Gabinetto del governo Merkel, inaspettatamente declassato dalla Cancelliera a semplice deputato. Ora si capisce il perché: Mr. Pofalla, per un cospicuo cachet, entrerà nel cda di Deutsche Bahan, la società della rete ferroviaria tedesca, in parte proprietà dello Stato. Il braccio destro della Merkel ha precisato inoltre che non è intenzionato a rinunciare alla carica di deputato del Cdu. A seguire il suo esempio sarà anche uno dei suoi vice, il sottosegretario Klaeden, che lascia il suo posto per diventare capo dell'ufficio lobby della compagnia automobilistica Daimler.

Timo Large, portavoce di LobbyControl, società impegnata per la regolamentazione del lobbying, in relazione ai fatti, ha ovviamente sollevato il problema del cooling off, quel periodo di inattività che i decisori pubblici dovrebbero rispettare prima di passare al settore privato e del lobbying.

Ma i casi sono molteplici, sempre in Germania, ad esempio, quando il socialdemocratico Gerard Schroder, perse le elezioni del 2005 contro la Merkel, non aspetto più di due settimane prima di diventare presidente del cda della Gazprom, azionista di maggioranza per la costruzione di North Stream, il progetto del gasdotto che, attraverso il Baltico, fa arrivare il gas direttamente dalla Russia in Germania.

Se ci volessimo spostare a livello europeo, come non citare il recente caso Thimann, che in questi giorni, da consigliere di Mario Draghi, presso la BCE, ha assunto il ruolo di capo dell'ufficio strategico e delle relazioni istituzionali per AXA, la grande compagnia assicurativa.

Le revolving door

E' definita così:

il continuo movimento di individui fra attività politica (ad esempio come legislatori), attività come funzionari in enti di regolamentazione, attività economica nelle industrie coinvolte e lobbying per le stesse industrie. In alcuni casi, lo stesso individuo svolge più di un ruolo contemporaneamente. Molti politologi sostengono che questa pratica può causare lo sviluppo di rapporti tra settore privato e governo basati sul clientelismo (vedasi capitalismo clientelare) o sul conflitto di interessi. Tali rapporti indebiti vanno a discapito dell'interesse generale; inoltre, possono causare una generale soggezione dei supervisori alle industrie regolamentate, detta regulatory capture (vedy OpenSecrets.org).

La revolving door è una delle condizioni più favorevole con cui i lobbisti possono influenzare i decisori pubblici ed in particolare l'agenda politica europea.

La mancanza di una regolamentazione adeguata ha portato, nel 2012, alla vicenda di Gayale Kimberley che adesso è sottoposta al RevolvingDoorWatch. Infatti, Kimberley, avvocato per il Consiglio europeo, durante un anno sabbatico, si è impegnata nell'attività lobbistica con la Swedish Match, restando coinvolta in uno scandalo tra la società di tabacco e il Commissario europeo della sanità Dalli. Vincenzo Salvatore invece, prima di lavorare per Sidley Austin LLP come consulente sulle procedure europee che regolano l'industria farmaceutica, era capo dell'ufficio legale dell'Agenzia europea per i medicinali. Come Salvatore, anche Thomas Lonngren dall'EMA è passato alla Pharma Executive Consulting Ltd. Derek Taylor da direttore generale per energia e trasporti nella Commissione europea è andato a lavorare, sempre in campo energetico, per la società di lobbying Burson-Masteller.

In Canada e Gran Bretagna è previsto l'obbligo di far trascorrere un periodo di cooling off dai 2 ai 5 anni prima di passare dal settore pubblico a quello privato. Nonostante ciò, nel dicembre scorso, il capo della Canadian Security Intelligence Service, Chuck Strahl si è registrato con la sua società  (Chuck Strahl Consulting)  come lobbista provinciale. Tutto ciò perché l'agenda di governo prevedeva la Joint Review Panel del National Energy Board del progetto Enbridge Northern Gateway Pipeline, dove la società energetica di Engridge risulta essere cliente della C. Strahl Consulting.

Negli Stati Uniti, appena Obama salì alla presidenza, firmò due executive orders per limitare ulteriormente il fenomeno del revolving door rispetto a quanto stabilito dall'Honest Leadership and Open Governament Act del 2007: cooling off di un anno per i membri della Camera e di due per quelli del Senato, di otto anni per i capi di S.E.C. e F.D.I.C..

Da quest'anno 250 ex dipendenti del Congresso americano, possono intraprendere legalmente l'attività lobbistica. Il problema è che già collaboravano con le società di K Street. Questo perché non vi è l'obbligo di registrarsi come lobbisti se la propria consulenza non supera il 20 per cento di tempo lavorativo per ogni singolo cliente. Questo consentiva loro di fare lobbying e contemporaneamente avere i privilegi del passeggiare tranquillamente nei corridoi del Congresso. Così, Cliff Stearn, dalla Commissione per l'Energia e il Commercio si è messo a fare consulenza privata nel settore delle telecomunicazioni e tecnologia; Norm Dicks, membro della commissione Stanziamenti, figura addirittura come consulente anziano della Van Ness Feldman, e ci sono tanti altri esempi come loro.

E in Italia?

(segue)

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