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Lobby in parlamento, la denuncia del Movimento 5 stelle
Scritto il 2013-12-19 da lobbyingitalia su Italia

Il M5s all'attacco dei gruppi di interesse. Che dettano le scelte dell'Aula. Nel vuoto normativo.

Negli Stati Uniti hanno persino l'obbligo di rendere pubbliche, via internet, le conversazioni orali che intrattengono con funzionari pubblici su materie relative al Recovery Act, provvedimento voluto dall'amministrazione Obama nel 2009 per delimitare ulteriormente, rispetto alla legislazione già vigente in America, l'attività di lobbying.
In Italia si discute di una possibile regolamentazione del fenomeno dal 1948, ma mai nessun disegno di legge è riuscito a uscire indenne dalle fauci del parlamento.

IL VUOTO NORMATIVO

L'ultimo tentativo è stato fatto dal governo Letta. Nel giugno scorso, la task force incaricata dal premier di redigere un disegno di legge di regolamentazione delle lobby, ha presentato una bozza di provvedimento al governo, ma il Consiglio dei ministri ha rinviato il testo a ulteriori valutazioni.

LA DENUNCIA DEI 5 STELLE.

E così, nei giorni in cui nella commissione Bilancio della Camera si discute degli emendamenti alle legge di Stabilità, in Transatlantico è tutto un fiorire di lobbisti in cerca d'autore, che provano a far pressioni sui parlamentari per vedere approvati provvedimenti favorevoli agli interessi delle aziende che rappresentano. Senza che una legge ne disciplini in alcun modo l'attività.
A denunciare il fenomeno, con due video pubblicati sul sito di Beppe Grillo, sono stati i deputati del Movimento 5 stelle, che hanno inviato anche una lettera formale alla presidente della Camera, Laura Boldrini, per far in modo che venga vietato ai lobbisti l'accesso a Montecitorio.

IL PRECEDENTE DELLE IENE 

Un'analoga denuncia era stata fatta a maggio dalla trasmissione Le Iene, alla quale un assistente parlamentare del Senato, sotto anonimato, aveva parlato dell'esistenza di «senatori e deputati pagati da alcune multinazionali», in cambio di provvedimenti di legge favorevoli alle aziende.

La conversazione sulla «salvaguardia» delle casse dell'Inps

Ma il lavoro di lobbying è ampio e trasversale. In un video pubblicato sul blog del politico genovese, si riporta la conversazione telefonica di un presunto lobbista, un «consigliere parlamentare in pensione con un incarico alla Camera dei deputati», che esulta con il suo interlocutore per i risultati ottenuti su un emendamento di «salvaguardia» delle casse dell'Inps presentato dal Pd.

QUEL TETTO GONFIATO AGLI STIPENDI.

«Dopo una lunga gestazione, il Pd partorisce una riformulazione» del provvedimento che prevedeva un tetto massimo di 150 mila euro di accumulo «fra pensione e altri incarichi, pubblici e privati», hanno spiegato i 5 stelle. La nuova versione «azzera il contenuto della norma: il tetto sale fino a 294 mila euro ed è applicabile solo a chi cumula pensione e incarico nella pubblica amministrazione salvando tutti i contratti in vigore. Come dire: 'Abbiamo scherzato, ci siamo sbagliati”. Cos’è accaduto nel mentre, fra il prima e il dopo? Quale manina è intervenuta?».

Ignorata la sentenza del Tar del Lazio

Il servizio delle Iene sui rapporti tra lobby e politica.Il servizio delle Iene sui rapporti tra lobby e politica.

Ma quello dell'Inps non è un caso isolato, come ricordano i grillini. «Fuori dalla porta della sala del Mappamondo alla Camera, dove in questi giorni si sono tenute le sedute della commissione, c'è una saletta dove rappresentanti di grandi aziende, consorzi, sindaci, funzionari ministeriali, fermano questo o quel commissario, facendo pressioni per emendamenti ad personamad aziendamad schifezzam», ha scritto il deputato del M5s Giorgio Sorial sul suo profilo Facebook.

IL CASO SORGENIA.

Soffermandosi poi su un caso in particolare, quello di Sorgenia, azienda di proprietà del gruppo De Benedetti, che costruisce e gestisce centrali elettriche.
«La Sorgenia di Carlo De Benedetti dichiara ingenti perdite. Fortunatamente per l'ingegnere, c'è il governo che prende a cuore il caso e corre in soccorso», ha sottolineato Sorial. «Nella Stabilità quindi si decide di andare in direzione opposta a una sentenza del Tar Lazio dello scorso aprile, e viene presentato uno sconticino di 22 milioni di euro di oneri di urbanizzazione alla centrale Sorgenia nel territorio lodigiano. Pagare il Comune per i servizi che deve fornire al tuo impianto? Niente da fare: tutto gratis, tutto passa in cavalleria».

ROMITI, LOBBISTA IN PARLAMENTO.

A rappresentare gli interessi di Sorgenia in parlamento c'è Roberta Romiti che, hanno precisato i pentastellati, «è autorizzata con un tesserino a essere presente fuori dalla commissione»; ma che fino a poco tempo fa «entrava alla Camera con un tesserino che la indicava come collaboratrice dell’onorevole Chiara Moroni (ex deputata Fli, di cui era vicepresidente e tesoriere del gruppo), amica come Italo Bocchino (ex deputato - Fli) di Francesco Dini», consulente del gruppo De Benedetti.

Roberto Maroni contro le lobby dell'azzardo

Un fermo immagine del video di denuncia del M5s sulle lobby in parlamento.Un fermo immagine del video di denuncia del M5s sulle lobby in parlamento.

Ma la polemica sulla liceità dell'attività di lobbying svolta in parlamento da rappresentanti di aziende e gruppi di pressione, non viene solo dalle file dei 5 stelle. Anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, in un post sul suo profilo Facebook ha attaccato duramente il provvedimento che riguarda il gioco d'azzardo inserito nella legge di Stabilità.
«Che vergogna! La potente e ricchissima lobby delle slot e del gioco d'azzardo ha colpito ancora. Ostacoli le slot machine nel tuo territorio? Lo Stato ti taglia i trasferimenti di denaro», ha scritto il governatore.
PENALIZZATI SINDACI E AMMINISTRATORI. «La bastonata ai sindaci e alle Regioni che lottano contro il gioco d'azzardo arriva in Senato con l'emendamento presentato dal Nuovo centrodestra al decreto 'Salva Roma' e approvato con i voti di 140 senatori di Partito democratico, Scelta civica e Nuovo centrodestra (…) Contrari sono stati 128 parlamentari di Lega, Forza Italia, M5s e Sel».
Il testo, ha concluso Maroni, «riguarda i Comuni o le Regioni (come la Lombardia) che hanno emanato norme restrittive contro il gioco d'azzardo, diminuendo così le entrate dell'erario. L'anno prossimo, questi enti territoriali subiranno tagli ai trasferimenti che verranno interrotti solo quando le norme e regolamenti 'scomodi' saranno ritirati».

Fonte: Gabriella Colarusso - Lettera43.it

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