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Eurodeputato scrive regole su lobby, ma è lobbista. Verdi: Si dimetta
Scritto il 2013-11-08 da lobbyingitalia su Europa

Il popolare Wieland avrebbe una doppia attività, cosa esplicitamente vietata dalle norme
Harms: “Rivelazioni preoccupanti. Si indaghi con urgenza sulla compatibilità con le sue funzioni”

Sta guidando in qualità di presidente il gruppo di lavoro del Parlamento europeo istituito per riformare registro per la trasparenza del lavoro delle lobby, ma a quanto pare svolge egli stesso attività da lobbista attraverso uno studio legale a Bruxelles, il Theumer, Wieland & Weisenbuerg.

Un conflitto di interessi non da poco denunciato dai Verdi, che martedì hanno scritto una lettera al Presidente Martin Schulz chiedendo le dimissioni da tale ruolo di Rainer Wieland (Ppe), eurodeputato tedesco nonché vicepresidente del Parlamento europeo. E i Verdi non si limitano a questo ma parlano di discutere la stessa compatibilità di Wieland con la carica di deputato.

Il codice di condotta del Parlamento europeo vieta esplicitamente ai membri di detenere un secondo lavoro che comporti attività di lobbying sulle politiche dell’Ue”, ha ricordato Rebecca Harms. Secondo la co-presidente del Gruppo dei Verdi: “Le rivelazioni che Wieland abbia omesso di dichiarare le sue attività di lobbista sono motivo di grande preoccupazione in questo senso e il Parlamento europeo deve indagare su questa faccenda con urgenza, anche per quanto riguarda le implicazioni sulla compatibilità con l’esercizio di tutte le sue funzioni attuali. Ciò è essenziale per la credibilità del Parlamento europeo”.

Il Parlamento di Strasburgo, a differenza della Commissione europea, ha un codice di condotta piuttosto restrittivo per quanto riguarda il rapporto tra deputati e lobbisti. Nel maggio 2011 l’Aula approvò una risoluzione che creava un “Registro per la trasparenza” dei lobbisti la cui registrazione è obbligatoria per chiunque volesse avere rapporti con un deputato (per avere rapporti con i commissari europei invece non c’è alcun obbligo di trasparenza o di registrazione). Lo scorso luglio è entrato anche in vigore un nuovo regolamento che stabilisce che tutti gli inviti a eventi ricevuti dalle lobby debbano essere resi pubblici.

Questo regolamento fu approvato ad aprile all’unanimità dall’Ufficio di presidenza guidato proprio da Wieland. Ma adesso secondo Harms “la sua permanenza come presidente del gruppo di lavoro sulla trasparenza del lobbismo è del tutto insostenibile” e per questo i Verdi invitano il “Presidente Schulz a chiedere le sue dimissioni” e anche “a guardare le più ampie implicazioni di queste rivelazioni”.

Per il deputato Claude Turmes l’Aula “ha urgente bisogno di rivedere le sue regole di trasparenza, in particolare per evitare che i lobbisti non registrati possano accedere al Parlamento”. Il registro delle lobby, aggiunge, “deve essere obbligatorio anche per gli studi legali, che sembrano pensare di essere immuni da eventuali disposizioni in materia di lobbying”.

 Per saperne di più:
- Leggi la lettera inviata dai Verdi a Schulz
Lobby e regali agli europarlamentari: non devono valere più di 150 euro

Fonte: Alfonso Bianchi - EUnews.it

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