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Un imbroglione italiano fa spam sul registro dei lobbisti della Commissione.
Scritto il 2009-06-16 da lobbyingitalia su Europa

EUOBSERVER / BRUSSELS: Il registro volontario online dei lobbisti della Commissione europea è stato dirottato da un misterioso soggetto che ha registrato una serie di imprese apparentemente fittizie.
Prima tra queste è la “Fares Bank Ltd” di Harley Street, Londra, che si suppone abbia speso 250 milioni di euro nel lobbying sulle istituzioni nel 2008, cosa che la rende la maggiore spenditrice nel Registro dei rappresentanti di interessi, una banca dati di società di public relations, studi legali, ONG e think-tanks.
La bizzarra classifica la colloca accanto alle due maggiori società reali di lobbying a Bruxelles, Hill & Knowlton, che hanno realizzato un fatturato di circa € 8 milioni di euro, e Burston Marsteller a € 7 milioni di euro.
La Fares Bank afferma, in un inglese comicamente povero, di aver lavorato sulla legislazione bancaria. “L’attività della Fares Bank si esplica in campo internazionale e si propone come partner strategico del commercio, con professionalità [sic], esperienza, competenza, venture capitals”.
L’ indirizzo di Londra della società è lo stesso di Virtual Serviced Offices, una casella postale privata a Londra "disponibili su termini molto flessibili per un periodo minimo di una settimana." Anche la sua homepage è spoglia.
Cercando su Google il nome del presunto direttore della Fares Bank, Willy Bergher, si ottengono solo tre risultati– il registro della Commissione, una rivista letteraria rumena e la “Financial Insurance Services European Companies Union”, che è stata concepita “dall’ idea di uno dei più grandi esperti dell’ingegneria finanziaria del mondo, Willy Bergher”.
Una veloce ricerca su Internet rivela, tuttavia, che il sito della Fares Bank è stato registrato da un certo Gennaro Ruggiero di Prato. Il signor Ruggiero, o 'dottor Ruggiero' come egli stesso a volte si definisce, ha una presenza sul web molto più prolifica del suo apparente associato.
Questo personaggio italiano è anche collegato ad una estesa catena di organizzazioni fantasma su Internet, come l’ “Associazione internazionale dei giornalisti freelance”, l’ “Ordine professionale di consulenti europei qualificati ed euro-progettisti”, e l’ “Osservatorio sul Turismo nelle isole europee”, secondo i dati di Erik Wesselius della ONG pro-trasparenza Corporate Europe Observatory .
Il signor Ruggiero e un altro individuo, Giuseppe Catapano, sono anche nel registro dei lobbisti del Parlamento europeo come parte di un'altra organizzazione virtuale, l ' “Osservatorio del Parlamento europeo e del Consiglio d'Europa”.
Significativamente, registrarsi al database del parlamento permette di ottenere un badge per l'accesso permanente gli edifici del Parlamento europeo, dove sono state sollevate questioni di sicurezza dopo una rapina in banca in pieno giorno il 12 gennaio.
Il signor Wesselius, che ha scoperto la rete di Ruggiero per caso pescando a casaccio nel registro della Commissione, ha scoperto che sono registrate almeno 13 organizzazioni italiane virtuali.
“E 'semplicemente sorprendente”, ha detto all’ EUobserver. “Non so se questa persona sta deliberatamente manipolando il Registro della commissione, o ha manie di grandezza credendo di essere un genio bancario internazionale o cosa. Ma questo sembra suggerire che non vi è alcun controllo regolare del registro di lobbying da parte della Commissione."
Descrivendo un processo in cui il Registro è stato trasformato in un deposito di spam da parte di soggetti fantasiosi, il signor Wesselius ha detto che esso è stato seriamente compromesso.
"Se un vecchio pazzo può iscriversi al Registro e metterci quello che vuole senza che qualcuno monitori seriamente i dati che vi sono dentro, a che cosa serve?".
"Come si fa a sapere che la Hill & Knowlton ha effettivamente speso 8 milioni di euro? Chi ha il controllo sul suo operato? Come può qualcuno avere fiducia nei dati che il Registro contiene?"
La portavoce della Commissione europea Dale Kidd ha detto che l'esecutivo probabilmente non era a conoscenza delle registrazioni false e di non sapere quante altre ce ne sono.
"Noi non controlliamo tutte le registrazioni, ovviamente", ha detto. "Le informazioni provengono dal dichiarante, e poniamo l'onere della registrazione su di essi. E’ loro responsabilità. La Commissione europea non avalla o verifica ciò che accade nel registro."

Valentina Tonti

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