NEWS
La “Coscioni” corre, Scienza&Vita rincorre (con qualche spinta?)
Scritto il 2008-11-13 da lobbyingitalia su Documenti

Da una tesi di Anita Alfonsi intitolata “Lobbying per la vita - L’attività di pressione di due associazioni nel campo delle scelte di fine vita” il confronto tra due modi di opposti di operare e due visioni opposte della libertà. Associazione Luca Coscioni e Scienza&Vita diverse non solo in quel che pensano ma anche nel modo in cui si organizzano e trovano fondi.

Scarica la tesi in .pdf

La “Coscioni” corre, Scienza&Vita rincorre (con qualche spinta?)
di Anita Alfonsi

Da una tesi di Anita Alfonsi intitolata “Lobbying per la vita - L’attività di pressione di due associazioni nel campo delle scelte di fine vita” il confronto tra due modi di opposti di operare e due visioni opposte della libertà. Associazione Luca Coscioni e Scienza&Vita diverse non solo in quel che pensano ma anche nel modo in cui si organizzano e trovano fondi.

PREMESSA

Cos'è il lobbying in pratica? Quali sono le tecniche,quali sono i passaggi da compiere e quali le strade per arrivare a influire sul decisore pubblico? Volevo vederci chiaro e devo dire che non è stato facile portare in superficie meccanismi che attengono al funzionamento interno e ai "segreti" professionali di chi li utilizza.Nel corso della trattazione emerge che i contatti personali e i colloqui informali sono un canale prezioso. Riuscire a sapere come si muove una associazione sotto questo punto di vista è come rubare il brevetto a un inventore. Significherebbe essere assorbiti nell'organizzazione e nella gestione del lavoro di chi fa lobbying o indagare quasi come uno 007 tutti i documenti resi pubblici. Compito ancora più difficile se si sceglie un tema etico e si individuano due associazioni che non si muovono propriamente come lobby: temi l'eutanasia e il testamento biologico. Non intendo formulare giudizi di merito in un lavoro che si prefigge di analizzare la questione da un punto di vista esclusivamente tecnico,ma devo anche dire che a volte mi è stato difficile evitare che trapelasse la mia soggettività.

INTRODUZIONE

Il presente lavoro è centrato sul lobbying dell'associazione "Scienza e Vita" e dell'"associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca" in merito alle tematiche legate alle scelte di fine vita, sull'attività di pressione e sui canali utilizzati per ottenere gli obiettivi. Associazioni come Scienza e Vita e l'associazione Luca Coscioni, con le loro battaglie influenzano la società, contribuiscono al mutamento di essa e sono uno strumento attraverso il quale portare le richieste della società nelle sedi decisionali. Si introduce, così l'interesse. Si è scelto di analizzare l'attività di due soggetti che sullo stesso tema hanno obiettivi opposti: l'associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca e l'associazione Scienza e Vita, che saranno presentate in modo da far emergere le loro particolarità di organizzazione, di struttura e funzionamento interno e di finanziamento, elementi che vanno ad incidere sul loro modo di agire.

1. PRESENTAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI

1.1.Associazione Scienza&Vita

L'associazione è nata nel dicembre del 2005, dai soggetti provenienti dal mondo della scienza, della cultura, delle professioni, dell'associazionismo e della politica che hanno dato vita nel periodo febbraio-giugno 2005 al Comitato per la Vita, avente come obiettivo la difesa della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. Nel manifesto si legge: solo la tutela e la promozione della vita garantiscono il pieno rispetto dei diritti di ogni essere umano. Solo una scienza al servizio di ogni essere umano è al sicuro da qualsiasi tentazione di onnipotenza. Solo l'alleanza tra scienza e vita offre il fondamento stabile e oggettivo per una società capace di porre al proprio centro [...] la dignità intrinseca di ogni essere umano in tutte le fasi della sua esistenza, e in particolare quando è più vulnerabile: all'inizio e alla fine del ciclo vitale, come anche nella malattia, nella debolezza e nella disabilità. L'associazione promuove «l'autentica ricerca per la vita e la incoraggia, impegnandosi a dedicare ogni sua energia a una formazione sempre più diffusa sui temi della bioetica». L'obiettivo generale dell'associazione è, quindi difendere e promuovere il diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale e di affrontare i temi della ricerca scientifica, raccogliendo e diffondendo i dati della ricerca che tocca gli ambiti medico- biologici, filosofici, giuridici, relativi alla bioetica, in modo da dar risposte ai problemi posti dalla contemporaneità con le sue nuove frontiere in campo scientifico e alla "concezione utilitaristica dell'uomo e della società. Gli strumenti con cui sono perseguiti gli scopi dell'associazione sono la promozione su tutto il territorio di convegni, incontri, dibattiti, iniziative culturali, formative, sociali e politiche, l'impiego di tutti i mezzi di informazione per assicurare la presenza dei temi centrali dell'associazione e la collaborazione con altre organizzazioni e con le realtà locali, provinciali e regionali, per realizzare a livello periferico campagne culturali, informative, educative, scientifiche e politiche. Dalla lettura di queste righe di presentazione preliminare emergono tre elementi interessanti per questo lavoro e per l'attività di lobbying: la politica, la comunicazione mediatica e il cittadino, i tre interlocutori, da cui una efficace azione di lobbying non può prescindere. L'azione di lobbying va verso due direttrici: una conduce al decisore pubblico, o seguendo una strada diretta, servendosi dei canali istituzionali e dei veicoli messi a disposizione dall'ordinamento italiano, oppure passando per il tramite dei mezzi di comunicazione di massa che fanno da cassa di risonanza nei confronti delle istituzioni. L'altra direttrice raggiunge l'opinione pubblica, seguendo anche in questo caso il tracciato diretto di una comunicazione in cui si richiama il cittadino all'azione, oppure salendo sul "carro dei media", che danno il risalto necessario alle iniziative e ai temi dettati dalle associazioni per essere accolti come istanze sulle quali è necessario soffermarsi e per innescare quel circuito vitale della democrazia, in cui l'opinione pubblica controlla e incide sulle scelte della politica. Il manifesto dell'associazione riporta esplicitamente gli strumenti di cui si servirà e che, non a caso, saranno ripresi nella parte finale dell'elaborato dedicato alla comunicazione e alla sua funzione nell'ambito del lobbying, a conferma che la tela di una efficace azione di pressione sul decisore pubblico non può prescindere dalle tecniche comunicative. Il lobbying non può neanche prescindere dalla conoscenza della forma di organizzazione dell'associazione. Un passaggio non trascurabile per il lobbista è avere un quadro delle forma di finanziamento e di gestione dei fondi della associazione. Non esiste nessuna attività di lobbying senza le risorse finanziare adeguate a mettere in piedi una macchina organizzativa e comunicativa. Maggiori sono le entrate, maggiori sono le possibilità di essere efficienti e di investire sugli strumenti che con più facilità consentono di raggiungere l'obiettivo prefissato: si va dalla possibilità di avere un abbonamento on line per disporre con un solo clic della rassegna stampa quotidiana sui temi di maggiore interesse, fino alla possibilità di organizzare convegni in grande stile o di essere finanziatori di progetti, per avere un ritorno in termini di reticoli sociali e di immagine. Scienza e Vita si definisce associazione senza scopo di lucro, per cui gli avanzi di gestione sono interamente reinvestiti nelle attività della associazione e negli articoli 17 e 18 dello statuto si legge: "il patrimonio dell'Associazione è costituito dagli eventuali versamenti effettuati dai suoi componenti o da terzi a tale titolo, [...] l'Associazione non ha scopo di lucro; essa trae i mezzi necessari per le sue attività attraverso: a) eventuali quote dei Soci, fissate annualmente dal Consiglio Esecutivo; b) da oblazioni; c) i contributi liberali da parte di enti pubblici e/o privati; d) ogni altro provento comunque conseguito o contributo comunque assegnato. L'Associazione promuove la raccolta delle risorse finanziarie al fine della predisposizione dei singoli interventi". Le indicazioni fornite sono piuttosto vaghe, soprattutto in questi ultimi punti che non consentono di capire la natura dei proventi e contributi. Fermarsi alla lettura di queste poche righe è sicuramente utile per il lobbista, nella misura in cui lo induce ad approfondire la questioni e a porsi interrogativi: quali sono e di quale tipologia sono gli enti pubblici e privati che elargiscono contributi liberali? Chi ha facoltà di assegnare contributi? L'otto per mille alla Chiesa cattolica è destinato anche alle casse di Scienza e Vita? C'è un rapporto privilegiato con alcuni enti o fondazioni? Le risposte a queste domande possono venire solo dalla diretta voce di chi è impegnato direttamente nella attività della associazione, dal Tesoriere o dall'ufficio amministrativo che gestisce la contabilità, dal momento che i bilanci non sono accessibili al pubblico. Purtroppo, però, non si è riuscita ad ottenere nessuna risposta che derogasse dalla giustificazione delle entrate della associazione mediante contributo libero. Nel colloquio avuto con Beatrice Rosati, responsabile del coordinamento generale e della comunicazione, è stata enfatizzata la capacità di ottenere grandi risultati con poche risorse o con risorse a basso costo, come la posta elettronica. Si è sottolineata l'azione volontaria di chi è impegnato nella causa dell'associazione, ad esempio, nei convegni e seminari, i relatori prestano la loro disponibilità senza nessun rimborso, la maggior parte dei convegni e delle iniziative si svolge in sede per eliminare i costi delle location e le associazioni presenti sul territorio provvedono autonomamente alla stampa e ai costi di riproduzione del materiale informativo. Si afferma che è in procinto di realizzazione un progetto per il fund raising, ma non si entra troppo nel dettaglio, così come non si menzionano in alcun modo strutture universitarie, enti privati o fondazioni che erogano finanziamenti per l'attività di "elaborazione scientifica" dell'associazione. Alla insinuazione sull'eventualità di fondi provenienti dall'otto per mille la risposta è negativa e la domanda bollata come un luogo comune veicolato dai media. Nel confronto tra le associazioni, il principio di trasparenza è un codice di condotta che contraddistingue maggiormente l'associazione Luca Coscioni, ma di questo aspetto si parlerà nella parte dedicata al soggetto in questione. L'ultimo aspetto è relativo al network di associazioni satellite che supportano e determinano le azioni di Scienza e Vita. Ci si accorge che si è nella galassia cattolica sia nel campo dell'associazionismo che della educazione e istruzione, che in campo medico. Per completezza di informazione se ne possono citare alcune e constatare che molti soci fondatori hanno funzioni di dirigenza in esse: università Vita Salute, san Raffaele di Milano, Azione Cattolica, Confederazione Italiana Centri Regolazione Naturale Fertilità (CICRNF), Associazione Loris Brunetta per la ricerca sulle cellule staminali somatiche, Movimento per la Vita, Associazione religiosa istituti socio-sanitari (Aris), Associazione Giuristi Cattolici Italiani, Associazione Medici Cattolici Italiani, Unitalsi, Comunione e Liberazione, Comunità di Sant'Egidio. Testimonianza che il lobbying passa anche attraverso la sapiente tessitura di una tela di relazioni che, se ben costruite, danno il loro frutto, pervadendo la società come avviene in questo caso, perché, come sostengono a Scienza e Vita "ci siamo accorti che c'è un popolo, c'è molta gente che intuisce la necessità di un altro pensiero ed è poi la gente che scende in piazza".

1.2. Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

Nella descrizione dell'associazione si seguirà la stessa struttura tracciata nella precedente presentazione, dando informazioni generali su di essa, sulla sua storia e sui suoi obiettivi, affrontando la struttura organizzativa, le risorse finanziarie e presentando, infine i soggetti che la compongono. L'informazione preliminare che non si può ignorare e quasi tautologica è che l'associazione Luca Coscioni è soggetto costituente del Partito Radicale Transnazionale e che tutta la sua attività e le impostazioni di metodo, nonché lo sfondo di ideali appartiene alla "galassia Radicale". Marco Cappato, Segretario dell'associazione, nell'intervista concessa per questo lavoro, spiega che "l'associazione Coscioni rimane collegata alla galassia radicale perchè noi riteniamo di non poterci limitare a una battaglia associativa come quelle di tante altre associazioni,o a fare l'associazioncina per l'eutanasia - c'è Exit, che è una grande cosa; ma se tu fossi in una condizione di libertà mediatica, politica, di confronto, tu puoi sperare che, seppur piccolino ma con l'accordo di tanti sul tuo tema, diventerai grande e farai le tue lotte e magari vinceraiinvece qui il ragionamento è diverso. Il bisogno è quello di superare il malfunzionamento del sistema democratico, hai bisogno di aggredire il fatto che non c'è democrazia, che se il Vaticano parla non c'è contraddittorio, se c'è il 60-70 % di persone che è d'accordo su un tema non c'è dibattito da Vespa. Queste cose sono parte integrante della nostra battaglia. Quello che interessa a me non è la maggioranza dei consensi per il Partito Radicale,io voglio semplicemente imporre il tema nell'agenda di regime, ai vertici della politica, andare al confronto lì e vincerlo ma non perché io diventi il partito del 51%". Si ha di fronte un soggetto difficile da inquadrare. È più semplice definirlo con quelle che i linguisti e grammatici chiamano proposizioni negative, piuttosto che fare affermazioni su cosa è. Questo lavoro di tesi vuole porsi interrogativi in merito, escludendo ogni certezza e ammettendo la possibilità che vi siano soggetti che difficilmente rientrano in una categorizzazione. Il lavoro di indagine che si è realizzato permetterà di sviscerare meglio la questione e di giungere a conclusioni giustificate. L'associazione ha lo scopo di promuovere la libertà di cura e di ricerca scientifica, di promuovere l'assistenza personale autogestita ed affermare i diritti umani, civili e politici delle persone malate e disabili. Così come attestavano le dichiarazioni di intenti di Scienza e Vita, anche per l'Associazione Coscioni, il ruolo della comunicazione e l'utilizzo degli strumenti disponibili in tal senso rivestono importanza primaria. Il capitolo dello statuto dedicato alle risorse palesa quali sono le modalità con cui l'associazione può avere finanziamenti. In particolare si legge: "Le risorse dell'Associazione sono costituite da: - le quote dei soci; - le sovvenzioni provenienti da enti pubblici o privati o persone fisiche; - i redditi relativi ai beni di proprietà dell'Associazione; - le eventuali donazioni o lasciti; - le eventuali collette associative; - qualunque risorsa o finanziamento non vietato dalla legge. I proventi derivanti dalle attività dell'Associazione non possono in nessun caso essere divisi fra gli associati, neanche in forme indirette. Gli eventuali avanzi di gestione vengono reinvestiti in favore delle attività istituzionali previste dal presente Statuto". I soci sono un valore per questa associazione sia in termini di capitale umano che di risorse economiche. Chiunque può diventare socio, anche se appartenente a nazionalità diversa da quella italiana, purché rispetti il requisito dell'iscrizione nel registro dei soci, previo versamento della quota associativa, che è di 100 euro per i soci ordinari, del doppio per i soci sostenitori, e del quadruplo della quota ordinaria per i finanziatori. Ciascun socio ha inoltre diritto a un voto nell'assemblea generale dei soci. Le quote provenienti dai soci rappresentano una fonte di entrata cospicua per l'associazione, ma non si può trascurare anche il finanziamento che proviene da enti, fondazioni e istituzioni. Per avere un quadro concreto e recente della gestione delle spese e dei finanziamenti dell'associazione Luca Coscioni, *nelle pagini seguenti* è riportato il bilancio di missione. La considerazione preliminare da fare è il carattere pubblico del bilancio, consultabile on line sul sito dell'associazione, un marchio che attesta la trasparenza anche in un ambito in cui, in un Paese democratico come l'Italia, paradossalmente, si resta stupiti della trasparenza nell'ambito della gestione e nell'ordinaria amministrazione di un ente o associazione.
Si può, inoltre sottolineare quante risorse siano investite in convegni, congressi, in pubblicazioni e in campagne di informazione, che costituiscono l'ossatura della associazione. Ciò permette di intuire la portata delle azioni della associazione, volte a diffondere conoscenza e informazione. È invece intenzione di chi scrive analizzare approfonditamente i canali di "nutrimento economico" di una associazione per cui è vitale disporre di una linfa che la renda indipendente da condizionamenti che inevitabilmente andrebbero ad incidere sui suoi contenuti. Il campo sarebbe in balia del miglior offerente e a quel punto l'associazione non sarebbe più portatrice di un interesse generale, ma prostrata di fronte al feudatario di turno, che non avrebbe alcuno scrupolo ad utilizzarla come tramite per i propri interessi particolari, depredando le precedenti conquiste ottenute sul campo di battaglia dei diritti civili, piegando risultati storici a mera strumentalizzazione e annientando così l'identità dell'associazione. Per fortuna, sotto questo punto di vista gli anticorpi maturati nel corso della sua storia sono robusti e resi tali dalla trasparenza che le è propria. Non è stato difficile, infatti, attingere alle tipologie di entrate finanziarie, come si è potuto constatare con la tabella sopra riportata, ma come si può constatare anche dalla pubblicità a proposito della donazione del 5 per mille. Qualsiasi cittadino che abbia presentato dichiarazione dei redditi, ha, infatti, potuto scegliere di devolvere il 5 per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) a sostegno di una delle tre categorie indicate dalla legge, tra cui ci sono le associazioni di promozione sociale. L'associazione Luca Coscioni è una delle 137 associazioni, iscritte in un apposito registro, tenuto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli Affari Sociali, a cui viene riconosciuta tale denominazione. È, secondo la definizione, un'organizzazione in cui gli individui si associano per perseguire un fine di natura non commerciale. Sono esclusi da questa dicitura tutti gli organismi che hanno come obiettivo la tutela esclusiva degli interessi economici dei membri, i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei datori di lavoro, le associazioni professionali e di categoria. Sono differenti anche dalle organizzazioni di volontariato, che, a differenza degli enti di promozione sociale, non hanno la possibilità di remunerare i propri soci. In base alla legge le associazioni di promozione sociale possono avere particolari benefici fiscali e non, e la possibilità di ricevere donazioni e lasciti. Di certo la constatazione che l'associazione Coscioni fa parte di questa categoria, rende la definizione di essa ancora più complicata, non comparandola ad esempio ai partiti politici. I due soggetti sono essenzialmente diversi fra loro: da un lato si hanno soci fondatori e non esiste altra possibilità di diventare socio di Scienza e Vita per un semplice cittadino, ma solo la possibilità di versare un contributi e di diventare sostenitori, dall'altro lato c'è una realtà che vive grazie ai suoi soci. Da un lato per la "Luca Coscioni" c'è un segretario, figura spiccatamente connotata politicamente e che raccorda gli indirizzi forniti dagli altri organi che hanno potere decisionale, dall'altro lato il segretario sembra avere una funzione meno marcata. Da un lato c'è un soggetto che si dichiara esplicitamente politico e dall'altro lato, di Scienza e Vita, un'associazione che, come la dott. ssa Rosati afferma, "è luogo di elaborazione scientifica" da cui poi discende informazione e sensibilizzazione al cittadino. I parallelismi tra le associazioni, però, ci sono e si osservano sulle modalità di relazione con le istituzioni, in particolare con il Parlamento e con il Comitato Nazionale di Bioetica e nel legame con il mondo della medicina, della giurisprudenza, della ricerca scientifica e della bioetica, individuate come le aree privilegiate di sostegno e di diffusione della conoscenza. Tutti i soggetti interlocutori delle associazioni rappresentano un passaggio importante verso il raggiungimento dei loro obiettivi e a tale scopo esse tendono a fare in modo che il rapporto sia con le istituzioni che con i pubblici influenti non sia un rapporto puramente di interlocuzione. Si mira, infatti a coinvolgerli in prima persona, affinché si possa creare il consenso attorno ai temi e una adesione valoriale precedente al braccio di ferro dentro le sedi del potere.

CONCLUSIONI

La presidente dell'associazione, nell'intervista rilasciata precisa che «l'Associazione Scienza & vita non ha fini politici se per "politica" si intende scegliere e appoggiare uno schieramento o un partito; di contro l'Associazione "Scienza & vita"ha fini politici se per "politica"si intende partecipare in modo attivo e propositivo al dibattito pubblico su temi che riguardano il bene comune e il bene di ogni essere umano». L'associazione Luca Coscioni ha come obiettivo - come si è visto durante lo svolgimento del lavoro - modificare la situazione nelle sedi decisionali, quindi anche in questo caso è presente una finalità politica, la quale non può prescindere dal legame con la società, come fa notare Cappato: "Mi permetto di dire che l'associazione Coscioni, è un ibrido tra la politica e l'azione sociale. È un modello positivo e uno dei modi per cercare di recuperare il contatto tra la politica delle istituzioni e la realtà sociale, non considerando le due questioni come compartimenti stagni". Se si vuole definire univocamente le due associazioni, di certo si può dire che esse sono un gruppo di interesse, in primis, e un gruppo di pressione in secondo luogo, per il carattere di accesso diretto al processo decisionale. Entrambe sono un gruppo di interesse pubblico secondo la definizione data da Olson: i vantaggi della loro azione non vanno direttamente ai loro membri, i quali non si aspettano vantaggi materiali. Ma per quanto riguarda l'associazione Luca Coscioni non si è semplicemente di fronte ad un gruppo di pressione, ma ad una associazione che inserisce le sue issues all'interno di un paradigma politico di riferimento che è quello Radicale e che promuove battaglie politiche, proponendo anche schieramenti trasversali in Parlamento sui temi della libertà di ricerca scientifica e i diritti della persona. L'associazione Luca Coscioni si pone al crocevia tra rappresentanza e pressione a formare un ibrido che scardina ogni interpretazione univoca dei concetti di pressione e lobby, di rappresentanza, di interesse, così come anche Scienza&Vita sfugge a molte categorizzazioni che la letteratura in materia ha tracciato, testimoniando quanto il campo di indagine in merito sia ancora da approfondire e da definire meglio, anche in vista di una futura legislazione in materia. Spostando l'attenzione dai soggetti all'azione, si possono tirare le somme sulle modalità e le strategie adottate dall'una e dall'altra parte, evidenziando un dato lampante: la specularità di molte tecniche utilizzate. Negli atti parlamentari non c'è una occasione in cui ricorrono nomi dell'una senza quelli dell'altra, il CNB è un canale privilegiato da entrambe, se un quotidiano riporta una notizia riguardante un aspetto tematico di interesse di una associazione, si può star sicuri che ce n'è sempre un altro che offre il punto di vista opposto; persino l'articolazione dei siti internet si rispecchia, soprattutto se si analizza la suddivisione tematica per link. Con la differenza che sotto alcuni aspetti "l'associazione Coscioni corre, Scienza&Vita rincorre", parafrasando uno slogan elettorale di qualche anno fa. Il sito internet è uno di questi aspetti, è aggiornato con maggiore costanza, è più interattivo, è a tutti gli effetti lo strumento di comunicazione ufficiale, mentre meno attento e meno valorizzato è quello di Scienza& Vita; la prima ha un canale aggiuntivo per veicolare informazione, Radio Radicale, di cui non dispone la seconda; una visione più cosmopolita e una maggiore attenzione al contesto internazionale trapela dall'analisi dell'associazione Coscioni ed infine una strategia vincente è stata per essa "il caso Welby" che, come si è illustrato, ha esercitato una influenza maggiore di qualsiasi altra attività. Dall'altro lato si deve far notare l'esclusività di Scienza&Vita nel campo della formazione e istruzione e della salute, aspetti di vantaggio per il network che riesce a creare intorno a sé e per la possibilità divulgative e di informazione che ciò comporta, contribuendo a creare un futuro di scienziati e ricercatori che condividono una determinata impostazione valoriale, muovendosi sul piano culturale e avvicinandosi nel presente alle istituzioni in modo agevole. Non si deve sottovalutare neanche l'aspetto numerico, che può sembrare superfluo ma non lo è in uno scenario in cui la maggioranza fa la differenza e, su questo un rapido conteggio dei membri del Comitato Nazionale di Bioetica e dei soggetti auditi dal Parlamento riconducibili all'area di Scienza&Vita può bastare a dare una conferma. Riguardo la struttura associativa, il soggetto Radicale presenta un approccio più aperto, tutti possono diventare soci e partecipare alle assemblee; le azioni di grass roots lobbying chiamano in causa come protagonisti tutti i cittadini di cui si richiede il sostegno attivo attraverso lo strumento delle petizioni e hanno una preponderanza maggiore rispetto all'altro soggetto, in cui soci sono solo quelli fondatori ed in cui la partecipazione è ristretta in modo da dare risalto ai contributi di ricercatori e persone con competenze tecniche e scientifiche attraverso convegni, seminari e corsi, anche se la cesura non è così netta, considerando quanto in entrambi i casi sia ricercato il sostegno dei pubblici influenti. A definire il concetto di minore o maggiore apertura delle associazioni contribuisce infine la trasparenza delle iniziative e di bilancio, che come si è visto è più tangibile nel caso dell'associazione Luca Coscioni, a testimonianza di un sistema di gestione democratico e trasparente. Di certo per l'associazione Luca Coscioni la strada da percorrere è ancora lunga e il fervore che essa manifesta con la dinamicità e costanza delle sue iniziative non può essere paragonato all'attività di salvaguardia di interessi condotta da Scienza&Vita. Gli atteggiamenti sono differenti: da un lato l'interesse è quello di cambiare le carte in tavola, dall'altro lato è quello di opporsi a questo cambiamento e di mantenere lo status quo, da un lato le azioni sono da rivolgersi ai decisori pubblici, perché la società è dalla propria parte, dall'altro lato si deve puntare sull'opinione pubblica e al convincimento dei cittadini. Rimane un elemento paradossale in questa questione: l'opinione pubblica si esprime favorevolmente per una legge sul testamento biologico, ma per un gioco strano, le sedi decisionali, espressione della volontà popolare, sono impermeabili a tali richieste e per adesso lo sono anche nei confronti del dialogo sulla questione. Ciò apre un'ulteriore discussione, che si lascerà alla riflessione del lettore, sulla maturità del sistema democratico italiano e sulla necessità di un dialogo sano con i diversi portatori di interessi, privo di condizionamenti sull'operato del decisore, che deve assumersi le sue responsabilità in piena autonomia.

Anita Alfonsi

LOBBYINGITALIA
NEWS