Le lobbies, queste conosciute
Scritto il 2005-01-01 da lobbyingitalia su Libri

Ci sono argomenti dei quali in Italia si preferisce non parlare. Tra questi indubbiamente c'è il tema delle lobbies, che vengono spesso citate ma studiate finora solo marginalmente. Eppure tutti, consapevolmente e più spesso inconsapevolmente, dobbiamo fare i conti con questa realtà, che ha necessità di essere al più presto regolamentata. Appunto per questo l'Università della Calabria ha inteso dedicare il II convegno nazionale di comunicazione pubblica proprio a riguardo, intitolandolo, significativamente: «Le lobbies: queste "conosciute"».

Ma perché queste "conosciute"? Perché in gran parte si sa benissimo chi può rappresentare i gruppi di pressione o di interesse, ma di ciò non si discute, né se ne approfondiscono gli aspetti: il funzionamento, l'attività, le esperienze, i giudizi, le ricerche. Per offrire un contribuito alla definizione di questo tema, il 14 dicembre del 1998 è stato indetto il convegno di cui si è appena parlato e del quale la presente pubblicazione prende spunto ed i cui contributi, scritti nell'arco di un periodo di quasi due anni, nella stragrande maggioranza mantengono inalterata la loro validità.

I contributi che si susseguono rappresentano diversi punti di vista del fenomeno. Si comincia con un mio contributo che ha rappresentato la relazione di avvio al convegno e che è stata rivista ed aggiornata in più parti. Nel saggio vengono esposte principalmente le ragioni per le quali il lobbismo rappresenti un'area della comunicazione istituzionale e sotto questo profilo vada necessariamente indagato. C'è poi l'apporto di uno dei massimi studiosi europei del settore, Luigi Graziano, che, anche avendo svolto una pregevolissima relazione al convegno, contribuisce alla pubblicazione con un contributo inedito in italiano, The Lobbying and the Public Interest / L'attività di lobby e il pubblico interesse) che è già apparso in inglese sulla Rivista di studi politici internazionali.

Franca Faccioli, docente di comunicazione pubblica all'Università de "La Sapienza" di Roma, analizza il tema delle Lobbies e della comunicazione pubblica, chiedendosi se rappresenti un circolo virtuoso.

Attento in modo particolare verso la regolamentazione delle attività della comunicazione nel settore pubblico, il commissario UE Franco Frattini, analizza il fenomeno in relazione alla pubblica amministrazione.

In un'analisi a largo spettro non poteva mancare il punto di vista di un operatore. A questo, contribuisce Samaritana Rattazzi, con un intervento denso, conseguenziale e documentato.

Assai interessante è anche il saggio di Mario Morcellini e Francesca Rizzuto, che pongono in relazione il tema delle lobbies con le professionalità necessarie per tale attività ed in particolare si soffermano sulla figura del portavoce, che proprio recentemente ha avuto riconoscimento nell'ordinamento italiano all'interno della pubblica amministrazione.

Infine, Domenico Valla si sofferma sulla necessaria regolamentazione giuridica delle lobbies. Va sottolineato che una particolarità di questa pubblicazione è la ricca bibliografia che si desume dai vari saggi e che rappresenta una rassegna notevole su quanto si è scritto sull'argomento e non solo in Italia. Il tema si presta ad approfondimenti sotto vari profili e i recenti testi sull'argomento affrontano il tema da diversi punti di vista, scientifici e divulgativi. La comunicazione istituzionale rappresenta un settore non solo di grande interesse, ma anche in notevole espansione. Il tema della riforma dello Stato non può non investire i rapporti con i cittadini, che richiedono una comunicazione obbligatoria da parte della pubblica amministrazione. L' area della comunicazione pubblica è regolata da pochissimo, anche perché è un fenomeno riconosciuto recentemente all'interno del nostro ordinamento.

Il primo a pensare ad una necessaria armonizzazione del settore, pensando soprattutto alle figure professionali ed all'utilizzo delle autostrade informatiche, è stato Franco Frattini che nel 1995 ha presentato la prima legge quadro del settore. Dalla società industriale si è passati a quella dell'informazione, in cui le tecnologie hanno un ruolo sempre più rilevante. In quest'ottica, i rapporti sociali ed istituzionali si stanno evolvendo rapidamente e richiedono aggiornamenti continui. In particolare, la comunicazione istituzionale sta assumendo un ruolo sempre maggiore, anche perché si registra una maggiore consapevolezza dei cittadini che reclamano trasparenza ed efficienza nell'azione dei pubblici poteri, tanto più che in Italia, storicamente, si registra una notevole inefficienza dell'apparato statale, la cui modernizzazione, peraltro indispensabile, incontra notevoli difficoltà.

In tale contesto si colloca, oltre ad altri interessantissimi ambiti non esclusa la comunicazione sulla moneta unica europea", il tema del lobbismo, fenomeno presente pure in Italia ma ancora non disciplinato e sostanzialmente poco studiato. Anche il lobbismo può trovare riconoscimento nell'ambito della comunicazione pubblica ed in particolare in quella istituzionale. In altri Paesi, da oltre mezzo secolo ci si è posti il problema di regolare il rapporto tra organi politici decisionali e portatori di interessi economici.

In Italia invece il fenomeno è ancora visto con sospetto, invece anche la Comunità Europea sta muovendosi concretamente in questa direzione. Non so quanto possa rientrarvi, ma certamente la disciplina di tale ambito può contribuire a rendere più chiari e meno oscuri i rapporti tra poteri politici e interessi economici, "relazioni pericolose" che in Italia hanno concorso a determinare negli anni Novanta l'esplodere di tangentopoli, che ha sconvolto il sistema politico. Negli Stati Uniti, per esempio, gli ambiti del finanziamento della politica sono stati affrontati diversamente.

Il lobbismo in Italia va quindi regolato al più presto (e non solo facendo riferimento alla dimensione nazionale ma anche regionale), dando trasparenza ai rapporti tra imprese e amministrazioni pubbliche, in modo che i cittadini possano avere elementi per verificare la correttezza ed i costi delle decisioni assunte dalle Istituzioni. Attraverso la comunicazione pubblica il fenomeno del lobbismo può acquistare, come peraltro è indispensabile, una legittimazione sociale. Ed è decisivo il rapporto che intercorre tra chi è preposto ad assumere decisioni pubbliche e chi è il portatore di un interesse, economico o meno. Spesso si verifica che chi deve adottare le scelte spesso non ha le competenze necessarie, che invece sono possedute da coloro i quali rappresentano categorie d associazioni di settore. L'oscurità, e quindi la proliferazione, nella legislazione italiana , può dipendere anche in parte dalla mancata codificazione di queste tanto "conosciute" relazioni. D'altro canto, invece, per i gruppi di potere meglio organizzati, la tutela dei propri interessi viene raggiunta più spesso di quanto si possa ritenere, magari mascherata sistematicamente con presunti interessi generali.

Da queste sintetiche considerazioni, emerge che il lobbismo va al più presto regolato per migliorare le prestazioni della democrazia italiana, poiché tale fenomeno ricade in pieno nell'ambito della comunicazione istituzionale. Questa pubblicazione, pur prendendo spunto (ma solo spunto) da un convegno, intende, con contributi ancora attualissimi, offrire un punto di vista all'approfondimento di un fenomeno in sempre maggiore espansione, non solo a livello nazionale ma anche, e soprattutto, a livello comunitario e regionale. E l'"arma" della comunicazione istituzionale è quanto mai indispensabile per garantire maggiore democrazia ed efficienza, oltre che ? in modo scontato ? trasparenza, nell'azione dei pubblici poteri..
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Fonte: Mario Caligiuri - www.rubbettino.it

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